La Pop Art di Agatha Ruiz De La Prada

La Pop Art di Agatha Ruiz De La Prada

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Dal periodo di massimo sviluppo della Pop Art, gli anni Sessanta, l’immaginario comune ha scoperto la necessità del colore e dell’allegria visiva per rifocillarsi e scrollarsi di dosso le ansie della vita metropolitana. Nonostante poi il minimalismo con il suo “less is more” abbia tentato di stendere una mano di bianco per depurare le arti da ogni fronzolo, nel sottofondo qualcosa di coloratissimo e movimentato è rimasto vivo. In questo sottoterra che non si fa soffocare da pessimismi artistici e concettuali, c’è chi ancora preferisce la positività e ne fa una bandiera.

Tra questi, Agatha Ruiz de la Prada, fashion designer vivacissima e affascinante, una delle poche a non essersi mai omologata a trend e direzioni del fashion system.

Le sue creazioni sono vie di fuga in mondi onirici, infantili, esplosivamente allegri.

Di stilisti e maison che si sono ispirati (e si ispirano) alla Pop Art ce ne sono tanti, ma nessuno come Agatha Ruiz de la Prada è riuscito a farla rivivere davvero. I suoi abiti e i suoi accessori sono opere d’arte indossabili, che fanno della sperimentazione naïve una colonna portante.

L’ultima idea dell’artista madrilena è stata quella di creare una collezione di cerchietti-scultura che usano emblemi dell’immaginario popolar femminile e li esasperano fino a farli diventare eccentrici protagonisti.

 

 

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