La Performance e “Dimanche Rouge”

La Performance e “Dimanche Rouge”

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Il concetto di performance e più nello specifico di performance arts è spesso adoperato per definire quegli atti artistici che si muovono sulla linea di confine, spesso labile e indefinita, che separa le arti definite performative (performing arts): teatro, danza, musica. A queste si aggiunge la pittura, non il suo oggetto artistico compiuto, ma l’atto nel suo compiersi, spesso parte d’istallazioni più complesse. Una definizione appropriata del concetto di performance è quella data da è quella di Jerzy Grotowski: «Il Performer, con la maiuscola, è un uomo d’azione. Non è qualcuno che fa la parte di un altro. È l’attuante, il prete, il guerriero: è al di là dei generi artistici. Il rituale è performance, un’azione compiuta, un atto. Il rituale degenerato è show. Non cerco di scoprire qualcosa di nuovo, ma qualcosa di dimenticato. Una cosa talmente vecchia che tutte le distinzioni tra generi artistici non sono più valide» (cit. da , Il Performer, 1987 in J.G. Testi 1968-1998, Bulzoni Editore).

Negli ultimi anni, la performance è stata indagata e programmata da numerosi festival in Italia e all’estero. Uno di questi, appena conclusosi, è il T.P.A., acronimo di Torino Performance Art, Festival Internazionale di Performance Art, svoltosi il 9 e il 10 Giugno per l’appunto a Torino; Il T.P.A. Festival nasce con lo scopo di diffondere la Performance Art e di creare un’occasione di scambio tra artisti italiani e internazionali. Sulla base di un bando con delle caratteristiche ben precise vengono selezionate alcune performance che nel corso della due giorni si alternano nel capoluogo piemontese. Anche a Palermo, al Teatro Libero, ho cercato di creare una vetrina di performance, “Presente/Futuro 2012”, trasformando quella che era già una rassegna dedicata alla scena contemporanea e giovane, dapprima siciliana e poi, nelle ultime sue due edizioni, italiana, in una rassegna-premio interamente dedicata alla performance art, dove ben dodici performance si sono alternate, confrontandosi con un numerosissimo pubblico e una giuria, che, a chiusura delle due giornate, ha premiato ad unanimità il progetto di Elisabetta Consonni, Solveig Chirey e Natalia Saurin, dal titolo: “Fotoritocco”. Una lavoro frutto del gioco d’interazione tra danza, fotografia live ed elaborazione di immagini, nato dall’interesse nel mettere in relazione due linguaggi apparentemente opposti quali il movimento e l’immagine: il primo dinamico, effimero e mai uguale e il secondo statico e duraturo. Nel dialogare tra loro, danza e fotografia si offrono reciprocamente spunti creativi.

Dopo “Presente Futuro” ho così avuto modo, grazie al progetto vincitore del premio, di conoscere più da vicino “Dimanche Rouge”, un progetto molto interessante di performance, la cui missione è promuovere le arti performative contemporanee sperimentali, cercando di ampliarne e aumentarne i differenti pubblici, favorendo e stimolando le collaborazioni e le creazioni frutto di scambi internazionali. La forza di Dimanche Rouge sta nel fatto che si svolga una volta al mese a Parigi, senza alcun budget (condizione purtroppo costante), riuscendo ad unire diverse arti performative di artisti provenienti da tutto il mondo. Fin dalle sue origini, “Dimanche Rouge” ha mostrato il lavoro di più di 450 artisti di oltre cinquantadue paesi diversi. Ogni artista ha mostrato un’ampia gamma di performance rivoluzionarie e sperimentali, che vanno dai campi della multimedialità, a quelli della danza, delle arti performative in generale, dei video, del sound, della body art, delle estemporanee su strada, e delle istallazioni, e alcune performance hanno anche “osato” l’uso della parola.

Un’esperienza performativa d’incontro e scambio a trecentosessanta gradi, assolutamente aperta e rivolta a chi vuole mostrare la propria creazione. Infatti, Dimanche Rouge pubblica sul suo portale web un bando, dettagliando date e luoghi degli incontri performativi. Il direttore di Dimanche Rouge Opie Boero Imwinkelried ci ha risposto ad alcune domande sulla realtà della performance. Risposte che potrete leggere la settimana prossima.