Louis Vuitton e il Profumo

Louis Vuitton e il Profumo

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Louis Vuitton e il Profumo

Nel 2016, Louis Vuitton si prepara ad avventurarsi in un nuovo territorio: il profumo.

Profondamente radicato nella storia stessa della maison, questo percorso olfattivo non è un territorio inesplorato. Al contrario, è basato sulla leggendaria passione del fondatore della maison per i beauty case, le boccette da viaggio e le fragranze Louis Vuitton che sono state create nel XX secolo.

Per riassumere l’itinerario di viaggio nell’universo delle fragranze, la Maison Louis Vuitton ha preparato ogni singolo passo meticolosamente. Attraverso un preludio olfattivo, la maison svela il proprio atelier creativo nel cuore di Grasse, in Provenza, l’eccezionale background del profumiere della maison e la palette degli esclusivi materiali naturali che ha assemblato fin dal suo arrivo. E’ un invito al viaggio, un prologo ad un imminente partenza.

– Innovazione al servizio del vero lusso

Come un visionario, Louis Vuitton e i suoi discendenti, hanno sempre messo l’innovazione al cuore della creazione, un tratto caratteristico riconoscibile dallo sviluppo del primo baule in tela impermeabile.

Questo perché il lusso non deve offrire solo ciò che è raro e prezioso, ma deve anticipare il futuro. Con questo spirito, Jacques Cavallier non ha semplicemente creato una straordinaria varietà di materiali naturali. Ha lavorato per più di quattro anni, con l’aiuto di tecnologie all’avanguardia, alla creazione della sua visione di un sogno di palette. Un primo.

– Un’infusione del pellame Louis Vuitton

Esistono numerose note che simulano la presenza della pelle nella ricetta di un profumo, ma Jacques Cavallier, visitando i numerosi atelier di Louis Vuitton, è stato ispirato a creare un infuso su misura.

Di tutte le fragranze che ha esplorato, quella che lo ha attirato maggiormente è stata la profumazione delicata della cuoio naturale beige chiaro utilizzato per ricoprire i manici e le tracolle delle borse e dei bauli Louis Vuitton.

Affascinato dalla delicatezza della sua fragranza, più floreale che muschiata, Jacques Cavallier ha chiesto agli artigiani dell’atelier di lavorare a un estratto di quella pelle.

Immersa nell’alcol, la pelle diventa resinoide, una sostanza scura schiarita sempre di più fino a raggiungere una gradazione limpida. Sulla pelle diviene un profumo intrinseco. Questa nota esclusiva non possiede né l’aggressività del ginepro, né l’affumicato della betulla. E’ leggera e sensuale, quasi come se si stesse scoprendo il profumo della pelle per la prima volta.

– Fiori esclusivi

Come qualcuno che è curioso delle rivoluzioni tecnologiche, Jacques Cavallier si è sempre interessato alla estrazione del CO2 allo stato supercritico. Questo processo, che viene già utilizzato per l’estrazione di ingredienti come la vaniglia, non richiede calore. Quando le piante vengono immerse nel gas freddo, rivelano subito tutta la loro delicatezza.

Jacques Cavallier ha deciso di applicare questo metodo ai due fiori più preziosi nella profumeria: la Rosa di Maggio (centifolia) e il gelsomino, entrambi provenienti da Grasse.

Il risultato ha superato le aspettative del profumiere. Per la prima volta nella storia di questi due fiori unici, che sono oggi molto rari, esiste un estratto che è all’altezza della profumazione reale. L’essenza è pura, vaporosa, sembra di essere nel mezzo di un campo di fiori a Grasse, perché i petali non essendo stati riscaldati, non hanno perso nella delle loro più delicate sfaccettature.

L’estrazione C02 allo stato supercritico del Fiore di Maggio e del gelsomino è una prima mondiale e un’esclusiva della Maison Louis Vuitton.

– Una palette da tutto il mondo

Da quando Jacques Cavallier è entrato a far parte della maison Louis Vuitton, ha viaggiato per tutto il mondo costantemente alla ricerca di materiali naturali, grezzi.

Durante un viaggio in Cina, oltre a verificare la qualità della coltivazione di Osmanto, un piccolo fiore che assomiglia molto quello dell’albero di ulivo, Jacques ha scoperto un’abbondanza di piantagioni di magnolia e di Gelsomino d’Arabia.

Queste due varietà di fiori sono coltivate per aggiungere sapore ai tè locali, che poi vengono esportati in tutto il mondo. Dal momento che sono molto diversi dalla magnolia e dal gelsomino coltivati altrove, queste specie cinesi lo hanno ispirato molto. Le ha selezionate per la sua palette di note olfattive e, una volta rientrato a Grasse, le ha perfezionate con la frazione molecolare per raggiungere il materiale che aveva sognato.

– Jacques Cavallier

Jacques Cavallier, originario di Grasse, è stato nominato Maître Parfumeur di Louis Vuitton nel 2012. Proveniente da una famiglia di profumieri a 18 anni, creò la sua prima formula. Fu assunto da Firmenich, dove lavorò per ventidue anni. Creatore di Jean Paul Gaultier Classique, L’Eau d’Issey e Opium pour Homme by Yves Saint Laurent, tra gli altri. Per Louis Vuitton Jacques Cavallier ha lavorato per più di quattro anni, viaggiando per tutto il mondo alla ricerca di materiali naturali e, con l’aiuto di tecnologie all’avanguardia, ha dato vita alla propria visione di un sogno di palette. Un primo.

– Les Fontaines Parfumées

Les Fontaines Parfumées, a Grasse in Costa Azzurra, è una proprietà acquisita da Louis Vuitton nel 2013 che servirà come centro olfattorio creativo per LVMH. Lo spazio ospiterà anche l’atelier di François Demachy, Maître Parfumeur for Parfums Christian Dior.