Non lasciamola sola

Non lasciamola sola

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A sedici anni pensi che il mondo sia tuo. E’ lì davanti a te e ti ci tuffi con l’ardore e la bellezza dell’adolescenza. Già la bellezza. L’Italia è il Bel Paese o è il Paese degli impuniti, della corruzione, dei misteri, delle stragi che si ricordano solo nei giorni della memoria? E’ un Paese che vive nei silenzi e nelle assenze di uno Stato di diritto? Melissa quel giorno andava a scuola: oggi è una ragazza che non c’è più ma tutti riflettori sono puntati su di lei. Melissa ora la conoscono in tanti, maledizione! Ma chi la conosce veramente è una famiglia a pezzi che annega nel dolore di una madre, di un padre, degli amici, degli insegnanti. Melissa è un altro pezzo di vita negata, di gioventù negata. Questo dolore oggi fa discutere, riflettere soprattutto i giovani che si interrogano ancora una volta su questi buchi neri, cercando risposta. Cercando verità in questa Babele oscena e inquinata. Un assassinio brutale, selvaggio, da guerriglia. Perchè? Si sono fatte tante ipotesi che vanno dall’attentato, alla strage, al gesto di un folle. Intanto questo Paese, dilaniato dalla cattiva politica, impoverito fino all’osso, tra tasse e aziende che chiudono, e patria di molti sciacalli della finanza, sarà in grado di dare una risposta vera e concreta come farebbe uno Stato di diritto? I soliti commiati? I messaggi di cordoglio? Le passerelle del dolore? Non credo che questo sia motivo di orgoglio o di interesse nel sentirsi italiani. Gli italiani resistono perché credo amino profondamente questa terra. La gente è stanca, molta gente ha perso la speranza. E ci vuole ben altro, ci vuole lavoro, diritto allo studio, diritto alla salute. Queste o quelle lacrime, le lacrime di chi rimane in vita, vittime anch’esse di un sistema malato, possono sgretolare la roccia dell’impunità?

Dell’indifferenza? L’attenzione, lo sappiamo, poi si diluisce nel tempo. Troppo tempo. Melissa ha detto addio alla vita in un giorno qualsiasi della sua vita, un giorno sempre importante per un essere umano. Andava a scuola, come tanti ragazzi. Un’esplosione e poi e la fine di tutto. Morvillo Falcone, è il nome della scuola. Qualsiasi motivo abbia spinto qualcuno o qualcosa a compiere questa barbarie, ci riportano con il pensiero anche alle stragi, ai giudici, ai poliziotti, a tanti uomini caduti e ammazzati da un sistema che non li ha difesi abbastanza. Morti per la legalità, morti per difendere noi, per difendere anche Melissa. Anche lei è rimasta sola. Ha meritato una società migliore? Quale risposta ha dato questa società così civile che invade ogni giorno l’informazione di “mala umanità” a una morte così? A questo vuoto sociale, morale? Un Paese che vive nella nebbia, capace di luci e di ombre, custode di storie blindate da troppi segreti.

C’è chi aspetta da anni di sapere perchè un giudice, un poliziotto, un cittadino d’Italia sia morto nelle stragi? E cosa fa ancora la società italiana per i nostri giovani? Oltre a riempirsi la bocca di europeismo, di spread, di corse alle poltrone dove si incollano a vita, tratta i giovani come zavorre, negando loro quel sacrosanto diritto al lavoro e alla dignità scolastica. Li spinge nelle mani dei criminali, non li protegge. Non li ama. Melissa è andata via a 16 anni. Ha lasciato un banco vuoto, un nome e un cognome scritto e accompagnato da un epitaffio. Ci lascia tanta amarezza e forse un piccolo barlume di coraggio. C’è l’esigenza di una risposta concreta per la legalità. Con Melissa muoiono anche quelle speranze di città meravigliose che pagano solo lo scotto di non essere in serie A, città del Sud, belle e maledette dove l’etichetta che ci si appiccica sopra è “seconda scelta”. Città difficili che sicuramente hanno portato delle vittorie a casa ma costantemente troppo lontane da altre città più fortunate e capitalizzate. Eppure siamo tutti italiani. Sono certa che quella gente non resterà a guardare, lotterà per questa morte, per la dignità. Sono soli? Siamo soli? Ce lo chiediamo da tanto tempo. Quel che sappiamo è che l’altro giorno è stata scelta una ragazza che non ha potuto scegliere. Melissa è con noi, aspetta giustizia e amore. Non lasciamola sola.