Interview with the designer Julia Janus

Interview with the designer Julia Janus

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Interview with the designer Julia Janus    Italiano-Inglese-New11

by Gioia Gange

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Quando e come hai deciso che saresti voluta diventare una stilista?

Tutto nasce dal desiderio di vestirmi in maniera differente, è stato questo e anche l’avere osservato che le tipologie di persone come me…di taglia media, sportive e attente alla moda il cui gusto non sempre era rappresentato sulle passerelle o sui magazine di moda. Spesso è un tipo di discriminazione che si perpetua nel fashion world ed è qualcosa che mina l’autostima di una fetta di pubblico piuttosto estesa.

Era il tuo lavoro dei sogni?

Si lo era ed è anche il mio principale mezzo di espressione. Sento che il mio lavoro in qualche modo serve anche a cambiare la società e aiutare molte persone.

Qual è stata la prima cosa che hai creato e per chi?

Mi ricordo di un’estate, il giardino vicino la mia casa delle vacanze ed io che tagliavo via le maniche di un vestito di mia madre…penso avessi 4 anni o giù di li :-).

Qual è lo stilista che ammiri di più e perché?

Yohji Yamamoto, le sue creazioni e il suo pensiero sono un costante insegnamento per me.

Chi è la tua musa, la tua icona quando crei un vestito?

Ad essere sincera siamo io e mio marito. Sono davvero felice di poter dire che creo per me stessa. Forse un po’ egoista? Forse…ma se ci sono così tante persone come me a cui piacciono le mie creazioni allora perchè no?

Se dovessi immaginare un’intera collezione usando un solo colore, quale sceglieresti e perchè?

L’antracite…diciamo che è un versione più soft del nero pieno. È scuro abbastanza ed è un colore perfetto per esprimersi o evidenziare altri colori: il colore della pelle o dei capelli, delle labbra o delle unghia e degli accessori.

Userei diversi tipi di materiali: jersey e seta, pelle, lino e li combinerei in uno stesso outfit per creare uno stile elegante, irregolare, intellettuale e stratificato.

Chi è la prima persona a cui mostri i tuoi bozzetti?

Di sicuro la mia assistenze. Lavoro con un team da molto tempo…discutiamo del tema e delle ispirazioni, realizziamo moodboards e curiamo i dettagli, le stoffe e gli accessori…ogni cosa è importante.

Il materiale che ami di più…seta, pizzo, velluto e perchè?

Il lino, amo la nobiltà delle spiegazzature, la leggerezza delle forme e il look un po’ sfruttato/usato che da ai capi. Il lino è un materiale che si produce in Lituania da secoli ed è disponibile in tantissime versioni e pezzature. Lavorarlo dalla tela grezza e poi continuare a sperimentare fino ad ottenere abiti leggere e quasi trasparenti è quello che amo di più.

Se i tuoi abiti avessero una colonna sonora, quale sarebbe?

Un coro di uccellini che cantano nella foresta e sotto un tappeto ritmico di ispirazione ambient.

Hai qualche trucco per superare il momento della “pagina bianca”?

Lavoro seguendo la mia ispirazione. Creo pattern e stampe per prima cosa, poi studio i materiali e come combinarli e poi parlo e ancora parlo con il team finché non approdiamo a una visione chiara e precisa. Disegniamo tutto il tempo e non ci sono mai “pagine bianche” sul mio tavolo…perchè le uso e le riuso fino a che non c’è più spazio.

Se non fossi una stilista quale altro lavoro nel mondo della moda ti piacerebbe fare e perchè?

Probabilmente fare marketing, lavorando a un piccolo business come il mio brand ho imparato moltissimo…è davvero difficile restare fedeli e onesti in questo mondo e così lavorare la marketing nel fashion world e rimanere onesti è un valore duplice.


When and how you decided that you wanted to be a designer? 

It was the desire to dress different. It was and it is observation and will to develop smart, stylish and progressive line of lifestyle to help people like myself- happy medium in size, sportive and healthy city souls, which figure type never appeared on catwalks or pages of fashion magazines. I always noticed, that there is too much of discrimination in fashion world and that this discrimination affects self-esteem of huge auditorium.

It was your dream job?

It was and it is my creative self-expression. I feel my work is important, it changes society and helps a lot off people.

Which is the first thing you designed and for who (yourself,a friend…)? 

I remember summer, green field near the summerhouse and me – cutting sleeves out of my mom’s best dress. I guess it was at 4th year of my life? ☺

Who’s the designer you admire the most and why?

Yohji Yamamoto- his creations, his thoughts are teaching me all the time.

Who’s your muse, your icon, when you create a dress?

Honestly it is me. And my husband. I am really happy to say, that I am creating for myself. Is it selfish? Maybe. But, if there are thousands of people like me and they enjoy my product- why not?

If you had to design an entire collection using just one color, which is the one you’d pick and why?

Anthracite. Lets say it is lighter shade of black. I think it is dark enough and it serves as a perfect color to help to express or show other colors: Color of the skin, color of the hair, lips, nails or accessories. I would use different types of material: jersey and silk for draping, leather kind for bold shoulder up silhouette, linen for worn look. I would combine these fabrics in the same outfits to create elegant, irregular, intellectual and layered style.

Who’s the first person you show your sketches to?

She is fashion designer and my assistant. I work in team for a long time. We are discussing theme and inspirations, mood boards, styles and details, fabrics and accessories, -everything is important.

The fabric you love the most…silk, lace, velvet and why?

Linen. I love nobleness of wrinkles, flowing shape, worn look of it. Linen is the fabric, which was produced in Lithuania for ages. It comes in so many different weaves and lengths. Starting from raw rag looking thick material and continuing till earthy, almost weightless, transparent cloud looking fabric.

If your clothes had a soundtrack, which songs you’d choose?

Birds singing in the forest. With ambient rhythm under it.

Do you have any trick to avoid that “blank page” moment when you’re at the beginning of the designing of a new collection? Do you watch a movie, flip an old magazine…

I work on inspirations. I create patterns and prints first, then fabric combinations and then I discuss, discuss with the team- until it is clear. We draw all the time- there is no blank page on my table. Usually I use both sides of the paper. I reuse it again and again.

If you weren’t a designer which job in the fashion world you would like to do and why?

Probably I could do marketing. Running small business I learned a lot about it. It is really hard to stay honest in this world. To work on fashion marketing and to stay honest- that’s double value.

All the info: www.juliajanus.com

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