Interview with the designer Djaba Diassamidze

Interview with the designer Djaba Diassamidze

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Interview with the designer Djaba Diassamidze    Italiano-Inglese-New11

Instagram: https://www.instagram.com/djabadiassamidze/

When and how you decided that you wanted to be a designer?

I never decided , it was decided for me , maybe the day I was born…

It was your dream job?

Not even a job, its a part of me , a dream part of my life yes

Which is the first thing you designed and for who (yourself,a friend…)?

The first I designed was a draping of some fabrics we had at home.. For an imaginary woman I guess

Who’s the designer you admire the most and why?

There are few.. Hubert de Givenchy is the one I learned from and the one that inspires me the most, than Balenciaga, Yves Saint Laurent.. Yohji Yamamoto. Why? Because I recognize the same passion, the same goal of making women happy, strong, admirable, make them feel loved

Who’s your muse, your icon, when you create a dress?

My muse, my Icon is in every women I met, I saw , I imagine. I love them all!

If you had to design an entire collection using just one color, which is the one you’d pick and why?

Probably Blue.. Dark blue, navy blue, bleu Roi? Because of its deepness

Who’s the first person you show your sketches to?

My mother , my lovers.

The fabric you love the most…silk, lace, velvet and why?

Every silk material, but velvet is the prince of fabrics , the reason is the same as the blue color

If your clothes had a soundtrack, which songs you’d choose?

Bolero de Ravel.

Do you have any trick to avoid that “blank page” moment when you’re at the beginning of the designing of a new collection? Do you watch a movie, flip an old magazine…

I always walk a lot to get inspired, movies I watch, books I read , and music is always the best company I have , as I told you my entire inspiration are women, so blank page …

If you weren’t a designer which job in the fashion world you would like to do and why?

If I wasn’t a designer I could not be me, and would probably never receive this question from you.


Quando hai deciso che avresti voluto diventare uno stilista?

Non l’ho mai deciso…in qualche modo è stato deciso per me, forse nell’attimo in cui sono nato.

Era il lavoro dei tuoi sogni?

Non è neanche un lavoro, lo considero una parte di me…una parte di me fatta di sogni.

Quale è stata la prima cosa che hai creato e per chi?

La prima volta è stato creare un abito pieno di drappeggi con stoffe che avevo a casa…probabilmente per una donna immaginaria.

Chi è lo/a stilista che ammiri di più e perchè?

Ce ne sono alcuni…Hubert de Givenchy è un maestro da cui ho imparato di più ed è quello che mi ispira di più, poi Balenciaga, Yves Saint Laurent…Yohji Yamamoto. Perchè? Perché riconosco in loro la stessa passione e gli stessi obiettivi che sono quelli di rendere una donna felice, forte, ammirata e amata.

Chi è la tua musa, la tua icona quando crei un abito?

La mia musa, la mia icona è in ogni donna che incontro, vedo, immagino…le amo tutte!

Se dovessi disegnare un’intera collezione usando un solo colore, quale sceglieresti e perchè?

Quasi di sicuro il blu…blu scuro, navy, blu Roi…perchè sono colori con una grande profondità.

Chi è la prima persona a cui mostri i tuoi primi bozzetti?

Mia madre e le persone che amo.

Il materiale o il tessuto che ami di più e perchè?

Qualunque stoffa in seta ma il velluto è per me il principe dei materiali e lo amo perché è un po’ come il colore blu…ha profondità.

Se i tuoi abiti avessero una colonna sonora, quali canzoni sceglieresti?

Il Bolero di Ravel.

Hai qualche trucco per superare il momento del “foglio bianco” quando inizi a lavorare a una nuova collezione?

Cammino tantissimo quando cerco l’ispirazione…poi di sicuro guardo dei film, leggo dei libri e la musica è sempre con me come una fedele compagna…e poi la mia ispirazione più grande viene dalle donna…così il “foglio bianco” non dura molto.

Se non fossi uno stilista, quale altro lavoro nel mondo della moda ti piacerebbe fare?

Se non fossi uno stilista…non potrei essere io…e allora tu non mi avresti potuto fare questa domanda.