E se una femmina si chiamerà Futura

E se una femmina si chiamerà Futura

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Laura Bercioux mette a fuoco la condizione femminile in Sicilia a ridosso del convegno “All’indietro e sui tacchi a spillo” organizzato dal Tavolo Regionale Permanente per il Coordinamento delle Politiche di Genere.

E se una femmina si chiamerà Futura

 

(…il tuo nome detto questa notte mette già paura, sarai diversa, bella come una stella sarai tu in

miniatura…)

Il Futuro e le Donne, l’8 marzo: ieri oggi e domani.

La giornata delle citazioni. Mi piacciono.

Parole adatte, belle, vive. Parole che ci riportano alle donne. Perchè per le donne molte cose non

sono cambiate. Neanche a Palermo. Neanche in Sicilia anche se c’è “grande manodopera e impresa

al femminile”.

 

 

All’indietro e sui tacchi a spillo

“Ginger Rogers eseguiva tutti i passi di Fred Astaire ma lei lo faceva all’indietro e sui tacchi a

spillo”. È il titolo del convegno che si è tenuto oggi a Palermo alla Camera di Commercio. Un

Tavola Regionale Permanente.

Già …..”all’indietro, bella, agile sui tacchi ma… che fatica!

La solita doppia fatica delle donne. Donne che fanno: le mamme, le lavoratrici, le mogli, le ragazze:

le donne.

Il mondo le sfrutta ancora, le teme. Peccato. La donna è un essere umano da rispettare anche quando dormi.

Dura la battaglia.Gli uomini perdono spesso la memoria.

E così che delle donne hanno pensato al Tavolo Regionale Permanente per il Coordinamento delle

Politiche di Genere: un occhio aperto e attento e costante sulle donne e il lavoro e le discrimiazioni

della società moderna.

Mica tanto moderna visti i risultati!

Oggi al Convegno, sedute al Tavolo Permanente, c’erano delle donne, “Regine senza re”, con le loro

storie e le proprie realtà: un concreto e reale confronto tra il mondo del lavoro e delle forze

sindacali. Cose vere, reali. Nessun tè alle cinque. Roba seria.

Una tavola rotonda dove è emersa la consapevolezza delle tante conquiste sociali politiche ed

economiche fatte dalle donne che subisce ancora e costantemente “i no”e “le discriminazioni” della

società. Il solito cancro dei Sud del mondo.

Questo accade anche in Sicilia. Ancora in Sicilia. A Palermo.

Nonostante la componente “emmina “sia il presente ed il futuro”, in Sicilia le donne, anche quelle

più in carriera e molti settori del mondo del lavoro, devono ancora “combattere” contro una società

fortemente maschilista. Devono farsi sentire. Devono spesso affermare la propria professione e

dignità morale e lavorativa. Stancante, molto stancante. Che zolfa.

Attenzione nessuna guerra ai maschi ma è giusto che dopo qualche….millennio la donna subisca

ancora i poteri forti? Forti. Di forte è rimasto ben poco.

Già, i poteri forti. Mi sembra inutile il braccio di ferro. La donna è forte. Dato certo come la notte e

il giorno.

Che rompicapo: donne uomini la solita disputa. E ci si perde invece la bellezza della diversità e la

bellezza e il rispetto per la donna.Le conquiste e i suoi capolavori: la donna mette al mondo i figlia,

gli uomini sono tutti figli delle donne. Vi pare?

E allora ascoltare oggi, al tavolo permanente regionale, le esperienze di 18 donne, 18 relatrici, s18

siciliane, impegnate nel lavoro, nei sindacati e in ogni settore produttivo di questa regione, è stato

interessante, proficuo e anche coraggioso.Maria Pia Farinella, giornalista RAI,ha moderato la prima parte del Convegno dal titolo: Donne e Governance: un binomio vincente.

Binomio vincente, Governo difficile!Ah quanta strada bisogna fare.

E così tra i relatori, Maria Pia Piricò per Confragricoltura Sicilia, ha evidenziato la necessità della

legalità, il rispetto delle leggi già esistenti e della sua applicazione, leggi che tutelano e favoriscono

lo sviluppo del territorio ed ha sottolineato che un buon Welfare dipende molto da una società

capace di valorizzare le differenze senza discriminare attraverso la promozione quotidiana conazioni mirate alla diffusione di una cultura di genere. In sostanza le diversità di genere non sono una differenza da colmare ma una ricchezza da valorizzare.

Questo deve sicuramente far riflettere e tenere “a mente” senza sottovalutare il peso delle donne

nella società italiana. Ancora più in questo momento poco felice per l’Italia, per l’Europa.

La seconda parte del convegno, moderata da Tiziana Martorana,giornalista RAI, ha dibattutto sul tema “Il Lavoro delle donne in Sicilia: quello che manca”.

Cosa manca?

Manca il rispetto e manca il lavoro alle donne. Le prime ad esser “eliminate” quando si tratta di

“tagliare” sono e siamo sempre noi. Non si capisce il perchè. Senza nulla togliere agli auomini ma

di solito fatichiamo il doppio.

Le riflessioni di Barbara Carrara per la Cisl hanno evidenziato la cultura dei Servizi Sociali, le

politiche di conciliazione e le politiche attive del lavoro. “Una donna se trova lavoro qualificato è

fortunata, oggi è scarso e chi, pur essendo qualificata, e lo dice anche l’Istat, deve rivolgersi a

lavori “più umili”, lavoro svolto dagli immigrati. Oggi è il lavoro delle donne che per la fortissima

crisi sono costrette ad abbandonare l’occupazione qualificata per reggere e sostenere la famiglia”.

E così che le donne sono le vittime di una vera e propria segregazione: il lavoro ti fa fuori, ti devi

piegare a fare altro per mandare avanti “la baracca” e come sempre le prime teste a cadere sono

sempre quelle delle donne.

Perchè?

Lo lascio a voi, cari lettrici e lettori di Zoe.

Le diversità sono un valore aggiunto e noi donne siamo diverse.

Benvenute e buona vita.

 

Laura Bercioux