Biennale Arte 2015: the winners.

Biennale Arte 2015: the winners.

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Biennale Arte 2015: the winners.

Source: www.labiennale.org

Si sono da poco spenti i riflettori sulla Biennale Arte 56 con la cerimonia di premiazione che si è svolta il 9 maggio 2015 a Ca’ Giustinian, alle ore 12.30. Ecco i vincitori nelle varie categorie, la mostra sarà aperta fino al 22 Novembre 2015.

La Giuria della 56° Biennale di Venezia ha riconosciuto l’eccezionalità dell’edizione per il crescente numero di partecipazioni nazionali e un’attenzione speciale alle questioni geopolitiche più urgenti. La giuria ha inoltre sottolineato come questa Biennale Arte sia la prima a istituire uno spazio dedicato alla valorizzazione dell’aspetto performativo e dialogico come elemento integrante della pratica artistica odierna.

I premi della Giuria internazionale sono assegnati con le seguenti motivazioni:

– Leone d’oro per la migliore Partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora, dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale. Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali.

– Leone d’oro per il miglior artista della mostra All the World’s Futures a Adrian Piper Artista d’avanguardia, Piper ha rinnovato la pratica concettuale inserendovi la soggettività personale – del suo essere, del suo pubblico e delle platee in generale. Le sue presentazioni invitano a impegnarsi in una pratica permanente di responsabilità personale e richiamano l’attenzione al carattere effimero e fugace dei sistemi di valori.

– Leone d’argento per un promettente giovane artista della mostra All the World’s Futures a Im Hueng-Soon per un’emozionante installazione video che sonda la natura della precarietà in relazione alle condizioni del lavoro femminile in Asia. Factory Complex prende la forma di un documentario ma attraverso un incontro diretto e lievemente mediato con i suoi soggetti e le loro condizioni di lavoro.

– Menzione speciale per gli artisti della mostra All the World’s Futures a Harun Farocki, una figura fondamentale nel cinema del dopoguerra. Questa presentazione rende la sua autorevolissima opera omnia accessibile a un pubblico più ampio.

– Altra menzione speciale al collettivo Abounaddara per il suo straordinario coraggio nel documentare il conflitto politico e la lotta per la sopravvivenza umana nella Siria di oggi, senza schierarsi.

– Menzione speciale a Massinissa Selmani per il suo lavoro realizzato attraverso un medium modesto ma capace di incidere oltre la sua dimensione.