Steve Mc Curry e l’ unicità del suo stile a colori-Grande retrospettiva al Macro di Roma

Steve Mc Curry e l’ unicità del suo stile a colori-Grande retrospettiva al Macro di Roma

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Steve McCurry. E’ il titolo dell’ ampia retrospettiva che il Macro di Roma dedica al noto fotogiornalista americano. 240 immagini per raccontare i trent’anni di carriera del fotoreporter che ha documentato i conflitti in Afghanistan, India, Tibet, Birmania, Beirut, Cambogia, Kuwait …sempre con il suo inconfondibile stile caratterizzato dall’ uso vivido dei contrasti della luce e del colore.

Le foto sono esposte negli ampi spazi de La Pelanda del Macro Testaccio, in un allestimento scenografico intenso, a cura di Fabio Novembre. Stampe di grande formato, si alternano l’una all’ altra sospese in installazioni aeree con un effetto di dominanza della foto sull’osservatore. La fitta sequenza è guidata non da una scelta di temi o criteri temporali, ma dall’ impatto emotivo che si vuole suscitare. Il pubblico rischia di avere il capogiro, nel tentativo di sostare ed osservare con attenzione ogni immagine.

Steve McCurry con il suo obiettivo mette a fuoco volti di giovani donne e bambini, mostrandone la vulnerabilità e la limpidezza dei loro sguardi. Accanto ai ritratti in primo piano, la sua nikon coglie fenomeni naturali e umani. Capace di accostare il lavoro dei pescatori pakistani simili a fenicotteri, elegantemente sospesi su aste di legno intenti a pescare, alle tempeste di sabbia in cui con difficoltà si muovono figure avvolte in sari dai toni rosso fuoco come i colori dei tramonti in un deserto indiano. Protagonisti delle sue foto sono i momenti dell’ esistenza colti in momenti di impetuosa bellezza ed esaltati nelle loro sfumature ricche di colori sorprendenti, senza distinzione tra un ampio orizzonte di placide acque dai riverberi cristallini e la profondità espressa dagli occhi di un bambino.

Una sezione è dedicata al racconto fotografico sulla storia della sua immagine icona: Sharbat Gula, la giovane rifugiata ragazza – ai tempi del primo scatto- il cui ritratto apparso sulla copertina del National Geographic, rappresenta una delle fotografie più riconoscibili al mondo.

Molte le foto fin ora inedite, come la serie the last roll , 32 immagini con cui Steve MC Curry ha utilizzato l’ultimo rullino prodotto dalla Kodak, insieme agli ultimi viaggi in Thailandia e in Birmania, dedicati a descrivere alcuni degli aspetti del Buddismo, e al reportage sull’ isola di Cuba. Conclude l’ esposizione, un omaggio fotografico dell’ artista per celebrare l’ anniversario dei 150 dell’ Unità, frutto di un lungo progetto fotografico condotto durante il 2011 per raccontare l’ Italia dal Veneto alla Sicilia.

Chi è Steve Mc Curry ? Nasce a Philadelphia nel 1950. Studia cinema e storia alla Pennsylvania State University. Inzia a lavorare come freelance in India. La ragazza afghana, viene scelta come copertina nel 1985 della rivista National Geographic Magazine, trasformando la foto in un’ icona. Dal 1986 è membro della Magnum, per cui realizza reportage di guerra tra l’ Europa e l’ Asia. Vince due il World Press Photo Awards( 1984 e 1992).

La mostra- Fino al 29 aprile 2012 , presso il MACRO Pelanda di Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

 

www.stevemccurryroma.it