Via Dante ville e palazzi vetrine di un’epoca, Adriana Chirco – Mario Di Liberto, Dario Flaccovio Editore, 2011

Via Dante ville e palazzi vetrine di un’epoca, Adriana Chirco – Mario Di Liberto, Dario Flaccovio Editore, 2011

343

Un nuovo, prezioso tassello si aggiunge alla collana, curata da Dario Flaccovio Editore, volta a restituire alla memoria civica l’immagine seducente e vitale della Palermo a cavallo tra Ottocento e Novecento, prima che gli interventi degli anni Sessanta, tra demolizioni e riammodernamenti scellerati, ne cancellassero i manufatti più rappresentativi, il cui ricordo rimane oggi affidato alle sole testimonianze documentali.

Il volume «Via Dante, ville e palazzi vetrine di un’epoca» prosegue l’opera meritoria di Adriana Chirco e Mario Di Liberto e, come sottolineano gli stessi autori nella prefazione, si colloca come naturale completamento dei loro studi sulla via Libertà, sulla via Notarbartolo, sulla via Ruggero Settimo e sulle relative zone limitrofe.

Secondo una formula ormai consolidata, la prima parte si apre con l’excursus storico sulla genesi di questo importante asse viario, che prende avvio alla fine dell’Ottocento, dopo l’Esposizione Nazionale, e si protrae fino alla metà del Novecento, con l’approfondimento degli aspetti urbanistici, economici, culturali e sociali che ne hanno accompagnato lo sviluppo edilizio, trasformando progressivamente la contrada agricola in una zona residenziale per l’alta aristocrazia borghese, che lungo di essa fece erigere palazzi multipiani per stabilirvisi con le proprie famiglie e per svolgervi le proprie attività.

La seconda parte procede ad un’analisi dettagliata dei vari tratti che compongono la via Dante; si assiste, così, ad una interessante disamina di tutto ciò che riguarda i singoli edifici: dalla planimetria dei luoghi alle vicissitudini proprietarie, dalla descrizione minuziosa delle facciate e degli impianti edilizi alla individuazione dei progettisti, e persino delle maestranze che hanno contribuito ad impreziosire gli eleganti immobili, che, a differenza di quanto accaduto per la via Libertà, sono per la maggior parte sopravvissuti fino ai nostri giorni.

Ecco che in questo viaggio ideale gli autori con un linguaggio scorrevole ed armonico sembrano accompagnare per mano il lettore, non solo narrando la storia dei manufatti, ma facendo riemergere dal passato le vicende personali dei protagonisti della vita cittadina dell’epoca, grazie alle scoperte durante le loro ricerche.

Ancora una volta la collaborazione tra gli autori risulta vincente, proprio per la integrazione delle reciproche competenze e per le affinità stilistiche ed anche qui traspare il grande impegno e la passione profusa per la realizzazione del saggio, resa possibile attingendo ad archivi storici e notarili, a collezioni pubbliche e private, a testimonianze e fonti di varia natura.

L’opera risulta, altresì, particolarmente ricca di riferimenti bibliografici e fotografici, e culmina con un interessante album a colori.

Il volume, sia per i contenuti che per la forma, preannuncia un meritato successo.