DROMe FW 2015

DROMe FW 2015

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DROMe FW 2015    Italiano-Inglese-New

A Parigi è il momento della sfilada di DROMe che presenta la collezione fall winter 2015.

Prendono forma le donne ritratte nelle foto di Erwin Olaf, raccontano di una “non emozione”, sofisticate, provocatorie e sensuali, scelgono di vestirsi di sola pelle, svelando infinite sfumature, tensioni emotive, parole non dette, mistero, suggestione, intuizione. Da queste sensazioni impresse su pellicola parte il racconto di Marianna Rosati per la collezione DROMe della prossima stagione fredda, istantanee  tridimensionali in equilibrio tra clamore e silenzio, vuoti e pieni.

Come nelle immagini del fotografo olandese l’atmosfera è precisa, languida e misteriosa allo stesso tempo, i colori sobri e delineati creano una forte percezione di azione imminente, dove il senso di calma piatta e di un ambiente placidamente ordinato è solo apparente o momentaneo.

Una combinazione tra ordine e anarchia, per un’estetica essenziale. Le superfici degli abiti in pelle sono estremante pulite e lisce, dal plongè costruito fino alla nappa delicatissima dal tatto setoso, passando per capi con righe verticali tricolore fatte di sottilissimi serpenti ayerse con texture squamosa. Leggeri volant drappeggiati formano bluse e top oversize. La silhouette è allunga e composta, quasi austera, con l’intervento di spacchi vertiginosi sia su abiti super-aderenti a paricollo che su maxi pantaloni palazzo. Le linee sono generalmente minimali, arricchite da ampi colli in kalgan o mongolia .

Un’unica micro-stampa geometrica ispirata ai tessuti da arredamento mid-century, avvicinandosi armonicamente alle maxi-righe crea un gioco di texture che si fondono tra loro.

Precisione tecnica per i capi spalla con crine leggerissimo in agnello oversize che si alternano a cappotti e gilet in tessuto compact-bouclè con inserti di mongolia voluminosa, e ai mini-trench in vernice tinto capo che strizza l’occhio agli anni ’70.

I pantaloni sono ampi e voluminosi, sia lunghi che corti, in alternativa sfilati a campana ma sempre con un taglio maschile, un gender blending con un tocco di forte femminilità, come nelle donne di Erwin Olaf, sempre estremamente sensuali ma anche dark e sofisticate.

La luce crea una tensione emotiva, la palette colori trasforma i colori naturali in toni delicatissimi: dall’amethyst, un rosa pallidissimo con accenti violacei, allo shell, un grigio impalpabile che si fonde con l’azzurro della foschia della sera, fino al vapor, un colore quasi metallico ma caldo con una punta di verde etereo che lo eleva dal grigio più comune; dell’amaranth, un burgundy scuro e polveroso, al rock, un verde vagamente militare scelto per i capi in montone e per le pelli più pulite.

Il bianco è quasi ottico, il blu è scurissimo e il nero è deciso anche sulle superfici lucide che contrastano nettamente con la naturale armonia dei colori tenui.

– Materiali. Nappa, plongè, suede, mongolia, compact bouclè, Kalgan, nappa stampa texture, ayers maxi righe, ayers drappè, nappa bonded, vernice tinto capo, Merinillo, Lacoon, Astrakanino, nappa stretch, nappa micro polished texure.


Women portrayed in Erwin Olaf’s pictures are taking on character. They tell of a non-emotion, are sophisticated,  provocative and sensual. They decide to wear leather only, thus unveiling endless nuances, emotional tensions, unsaid words, mystery, suggestion, intuition. The story told by Marianna Rosati for next DROMe collection for the cold season takes a hint from these feelings impressed on a film, like tridimensional shots balanced between clamor and silence, empty and full surfaces.

As in the Dutch photographer’s pictures, the atmosphere is precise, languid and mysterious at the same time; colors are sober and defined and give a strong perception of an imminent action, where the feeling of a dead calm and a placid and tidy space is merely apparent and temporary.

A combination between order and anarchy for an essential aesthetic. Leather apparel surfaces are extremely clean and smooth, going from a constructed plongé to a very delicate and silky touch nappa leather, passing through tricolor vertical stripes made of very thin and squamous textured ayerse snakes. Light draped frills make blouses and oversize tops. The silhouette is longer and tidy, almost stiff, with breathtaking slits both in super tight round neck dresses and in maxi palazzo pants. Lines are generally minimal, enriched with kalgan or mongolia necks.

A sole geometrical micro print inspired by mid-century upholstery fabrics, going harmoniously close to maxi stripes, creates a game of textures blending together.  A technical precision for outerwear with a very light and oversize lamb hair takes turns with coats and gilets in a compact-bouclé fabric with inserts in voluminous mongolia and with mini trench coats in dyed patent leather, winking at the ’70s.

Pants are wide and voluminous, both long and short, bell-bottoms as an alternative. But always with a man cut: a gender blending with a strong touch of femininity, like Erwin Olaf’s women: always extremely sensual, but also dark and sophisticated.

Light creates an emotional tension. The color range turns natural colors into very delicate tones:  from amethyst, a very pale pink with purple accents, to shell, an impalpable grey melting with the azure of the evening’s mist, up to vapor, an almost metallic color, still warm, with a bit of ethereal green making it different from a common grey; from amaranth, a dark and dusty burgundy, to rock, a vaguely military green chosen for sheepskin apparel and for the cleanest leather.

White is almost an optical one, blue is very dark, black is strong even on smooth surfaces, in a clear contrast with the natural harmony of soft colors.

Materials. Nappa, plongé, suede, mongolia, compact bouclé, kalgan, texture printed nappa, maxi stripes ayers, draped ayers, bonded nappa, dyed patent, merinillo, lacoon, astrakanino, stretch nappa, micro polished texture nappa.