La magia sognante di Sarah Moon

La magia sognante di Sarah Moon

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Le immagini della fotografa inglese Sarah Moon si distinguono per le atmosfere oniriche. Con il suo obiettivo fissa i contorni di un sogno colto al risveglio nell’ attimo prima che possa svanirne il ricordo. Offre allo spettatore visioni rarefatte, malinconiche e raffinate.

Compone con enigmatica grazia ritratti sotto la cui espressività visiva scorre un inconscio pulsante. Con la sua verve artistica rende “sovversivo il glamour” cambiando il prevedibile modo di raccontare la moda e la fotografia pubblicitaria. Sceglie una luce opaca e diffusa, senza contorni netti o contrasti; le sue modelle si distinguono per le posture inclinate e malinconiche, ritrae i visi con espressioni sfuggenti e indefinite,come fusi armoniosamente con il paesaggio o con l’interno che le circonda.

Sarah Moon nasce nel 1937 da genitori inglesi di religione ebrea nella Francia di Vichy.

Il clima di non serenità vissuto nell’ infanzia è un forte elemento che influenza e si riflette nel suo stile malinconico. Crescendo studia pittura, realizza incisioni e litografie. Formazione che in camera oscura la porta a creare stampe dai toni seppiati, per donare “anticatura” alla foto che appare con questo presente effetto materico come un’ immagine bidimensionale. Nelle pose delle sue modelle, nei costumi e nei colori dei suoi ritratti molti i richiami al XIX sec. ( e agli anni 30) , nelle stampe il bianco si sfalda e si fonde nel nero, predilige un effetto di rovinato e macchiato.

Negli anni ’60 è una modella tra le più richieste dall’ alta moda, musa ed amica di Helmut Newton e Irving Penn, con cui al termine di ogni sfilata trascorre il tempo libero. Abbandona nel 1967 la passerella per dedicarsi in prima persona alla fotografia. Raggiunge presto il successo professionale per la sua visione artistica rivoluzionaria. Crea foto, sia a colori che in bianco e nero, avvolgenti per il loro aspetto sognante e senza tempo, simili a languide fantasie sussurate lontane dal reale. Ciò che rende unico il stile è la forza della composizione grafica oltre alla capacità di trattare la moda con linguaggio decadente e misterioso.

Da 35 anni conduce la sua ricerca di fotografa e filmmaker continuando a lavorare per il mondo della moda; realizza servizi fotografici per magazine come Vogue ed Elle France, oltre a campagne pubblicitarie per Chanel, Dior, Cacharel, Pirelli, Issey Miyake, Sonia Rykiel etc… . Le foto di Sarah Moon sono frammenti di storie non concluse che aspettano d’ essere interpretate dallo spettatore per esistere. Nascono dalla creatività sognante dell’ artista per incontrare l’ immaginazione del pubblico. (Oggi l’ opera del fotografo americano Gregory Crewdson ha un approccio simile, ma con uno stile ed una visione più “filmica” ).

Come filmmaker e sceneggiatrice realizza la premiata pellicola Mississippi 1 (1991) e Point d’Interrogation (1995), lavoro collettivo di 40 registi che creano un corto-metraggio usando la camera originale dei fratelli Lumiere. Domina un sentimento dell’ oscurità, una sensazione impalpabile, anche quando Sarah, per realizzare la serie ” Circus” reinterpreta le favole di C. Anderson come Cappuccetto Rosso o La piccola fiammiferaia,. Accompagna ogni immagine un frammento del testo, che evidenzia gli elementi inquietanti delle fiabe di Anderson. Così accosta alla foto di una giovane ragazza stesa sul pavimento, le righe che recitano: ” Il giorno dopo, la mattina presto, sotto il ponte vicino alla via, Jane viene trovata morta, congelata”.

Con sensibilità la Moon rende surreali e sfuggenti paesaggi, oggetti e persone ordinarie. Dona alla memoria collettiva ciò che esiste solo negli angoli segreti del nostro inconscio. Un atto di magia.

La mostra ” Sarah Moon, 1 2 3 4 5″ è visitabile a Nizza fino al 12 Febbraio 2012 presso il Théâtre de la Photographie et de l’Image, 27 boulevard Dubouchage