Aleksandr Rodčenko

Aleksandr Rodčenko

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L’ ingegno creativo di Aleksandr Rodčenko per la prima volta a Roma. Il Palazzo delle Esposizioni ospita fino all’ 8 gennaio 2012 una grande retrospettiva, per celebrare l’inventiva e l’ estro del versatile artista russo considerato l’ anima dell’ “avanguardia russa” . Arrivano dal Moscow House of photography oltre 300 opere per illustrare il genio poliedrico di Rodčenko tra pittura, design, fotomontaggi e collage, teatro, cinema, grafica e fotografia. Ampia la sezione dedicata alle foto, Rodčenko lavora come fotografo per trent’anni, dal 1924 al 1954. E’ emozionante trovarsi di fronte alle stampe originali dell’ intellettuale che oltre la grafica editoriale e la pubblicità del secolo appena passato, rivoluziona l’arte fotografica, applicando a queste i principi del Costruttivismo. Così la forza del pensiero utopico costruttivista, che crede nella possibilità di una trasfigurazione positiva del genere umano e del mondo diventa la molla che muove l’obiettivo e l’ opera di Rodčenko, uomo energico e bello, prima che artista.

“Il nostro dovere è quello di sperimentare”, è l’ imperativo su cui fonda la sua estetica fremente di scoprire il mondo con sguardo dinamico crea nuovi canoni di composizione che applica alla realtà. Realizza reportage suMosca, la sua città, in cui sperimenta nuove angolazioni per raccontarla dall’alto, dal basso, oltre che in diagonale. Documenta con dinamicità la vita cittadina, la gente che cammina per strada, sale su un autobus o un tram, i luoghi in cui si mangia, gli operai che lavorano sulle strade. Oltre a salire su tutti i tetti di un quartrere prima di scattare un’ immagine con la corretta prospettiva per ritrarre una strada.  Il “metodo Rodčenko ” comprende la composizione diagonale, da lui introdotta per la prima volta. Crea un nuovo senso dello spazio.

Memorabile l’ immagine della donna che percorre le scale della casa editrice Pravda, “ Gradinata, 1930”. 

Rodčenko è colui che trasforma la fotografia di reportage in arte. Con un’ eleganza mai formale o stucchevole, rende dinamici e palpitanti tutti i soggetti, anche se inanimati come le assi di legno nei cantieri, o i particolari degli ingranaggi, dei volanti etc…di una fabbrica di automobili; così come regala un ordine rigoroso alle manifestazioni sportive a piazza Rossa nel 1935. Il suo lavoro è un invito ad osservare da nuovi punti di vista: per comprenderlo può essere neccessario un esercizio che ci faccia fotografare oggetti consueti e familiari con angolazioni insolite per riscoprirli. Sobri , eleganti e vitali i ritratti come  “ La ragazza con la Leica” , una donna, di bianco vestito, con una leica al collo, seduta sua una panchina ripresa sotto un gioco d’ ombre geometriche. Celebre il ritratto del poeta e amico Majakovskij, seduto su una sedia viennese mentre guarda dritto verso il fotografo, dando l’impressione che stia scrutando noi spettatori. In Ritratto di madre (1924), c’è tutta la concentrazione della lettura. Un primo piano che con naturalezza mostra le rughe dell’ anziana donna, assorta e rapita dal testo con un espressione di caparbietà. Assume un significato diverso, sapere che la mamma di Rodcˇenko” abbia imparato a leggere e scrivere nella tarda età.    

 

Per maggiorni info. http://www.palazzoesposizioni.it/mediacenter/FE/home.aspx