L’Arsenale,federazione Siciliana della arti e della musica per Palermo teatro festival Mixtura#2

L’Arsenale,federazione Siciliana della arti e della musica per Palermo teatro festival Mixtura#2

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Giovedì 17 novembre 2011 ore 20,al Nuovo Montevergini, in Atelier,ingresso libero,l’Arsenale ritorna firmando l’allestimento dell’Atelier per la VII edizione del Palermo Teatro Festival, ASSUDELSUD, Festival di Resistenza contemporanea.A sei mesi dal successo primo meeting – migliaia di persone, centinaia di artisti che in 15 minuti ciascuno hanno mostrato il “fare” della scena artistica siciliana – L’ARSENALE, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica ritorna al Nuovo Montevergini per curare l’allestimento dell’Atelier. Tre artisti visivi interpretano lo spazio con delle installazioni personali che si alterneranno nel corso dei due mesi di rassegna. Questa collaborazione è l’occasione per mettere in scena un nuovo e sperimentale modo di concepire l’arte, la sua produzione, la sua fruizione.

L’evento Mixtura di giovedì 17 novembre, secondo appuntamento di tre, mette in scena – come da manifesto fondatore – una formula a più dimensioni: musica, teatro e pittura. Sulla cornice dell’Atelier del Nuovo Montevergini appositamente riadattata da Riccardo Brugnone che esporrà delle opere originali create sul tema della paternità, gli Omosumo (gruppo in crescente espansione della musica elettronica palermitana) e Ugo Giacomazzi dei Teatrialchemici, compagnia di ricerca che da anni lavora nel territorio e fuori dalla Sicilia, metteranno in scena “John-John”, uno spettacolo nato proprio dalla collaborazione artistica e vincente di linguaggi apparentemente assai distanti.

John è un uomo che vive il momento critico di presa di coscienza del proprio essere padre-marito, e delle responsabilità che questo comporta ovvero uno stile di vita che proprio non accetta. John in realtà vorrebbe compiere tutt’altra scelta: abbandonare tutto e tutti, rintanarsi in casa in un suo mondo virtuale, non assecondare più le ipocrisie da cui si sente circondato e non nascondere più il disprezzo che prova per gli amici, la moglie e soprattutto l’odio che lo assale per il figlio di otto anni che non sente corrispondere ai suoi desideri e ideali. I quadri realizzati da Riccardo Brugnone appositamente per questo progetto sono la rappresentazione degli incubi di John, i suoi spettri, le sue paure che diventano immagini, forme, colori. La musica degli Omosumo è il tramite ideale attraverso cui ci viene mostrato il mondo della mente di John, matematicamente convinto delle scelleratezze che sta compiendo, quasi volesse dimostrare un suo personale teorema, e ci porta con i suoi ritmi depistanti fin dentro il suo cervello, lo seziona accompagnandoci delicatamente e/o dirompentemente nell’inconscio di uomo in crisi.

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