Diane Arbus- Parigi ospita la prima grande retrospettiva al Jeu de Paume- fino al 5 Febbraio 2012

Diane Arbus- Parigi ospita la prima grande retrospettiva al Jeu de Paume- fino al 5 Febbraio 2012

195

Diane Arbus. Nome e cognome, danno il titolo alla prima grande retrospettiva europea con cui il museo Jeu de Paume di Parigi celebra l’ opera della fotografa americana.

Oltre 200 le opere in mostra – alcune di queste mai esposte prima- per illustrare il lavoro “antropologico” di Diane Arbus, la fotografa che con la sua sensibilità ha rivoluzionato la storia della fotografia .

Un’ esposizione che può essere considerata come un trattato per immagini di antropologia contemporanea, per indagare attraverso le sue foto sul rapporto ” tra apparenza e identità”, che permette al pubblico che si trova di fronte ad uno dei suoi ritratti in bianco e nero di vedere se stesso con una prospettiva nuova. Come lei stessa ha scritto nei suoi appunti, nel 1939 ” Questo è ciò che amo : la diversità, l’unicità racchiusa in tutte le cose, l’importanza della vita …vedo qualcosa che sembra meraviglioso; vedo la divinità nelle cose ordinarie. “

Con approccio sensibile crea immagini che diventano delle icone per la capacità con cui coglie ed estrapola sfumature ed aspetti inconsueti e straordinari dall’ usuale e quotidiano; così come con innocenza riesce a svelare elementi rassicuranti e familiari nel perturbante e diverso.

Diane Arbus ( 1923-1971) nasce a New York in una famiglia di ricchi commercianti ebrei di origine russa, è qui che cresce ed inizia a lavorare nel ’41 come assistente nello studio fotografico del marito, che si occupa moda. Successivamente nel 1947 prenderà lezioni da Berenice Abbott e realizzerà servizi di moda su commissione per Harper’s Bazaar, Seventeen, Vogue etc…

Diane vive una svolta fondamentale per la sua ricerca artistica dopo l’ incontro con Lisette Model, con cui studia tra 1956-57. “Finché non studiai con Lisette sognavo di far fotografie, ma non le facevo davvero. Lisette mi disse che dovevo divertirmi nel farlo…” . Sceglie di puntare il suo obiettivo sulla “diversità” ,per rappresentare l’ umanità ai margini . Così tra il ’57 e il ’60 frequenta assiduamente l’Hubert’s museum, un “baraccone” dove si esibiscono bizzarri attori all’angolo fra la 42^ e Broadway. Da quel momento segue con coerente coraggio il proprio percorso fotografico e si dedica a fare il ritratto dei ” deviati e degli emarginati”. Travestiti, “freaks” , nani, handicappati, nudisti, prostitute, persone famose e comuni, impressionano la sua pellicola, uniti da una condizione di perturbante sofferenza che viene superata e celebrata dallo sguardo puro della Arbus , che senza giudizio mostra la bellezza e la grazia che si nascondono dietro il dolore di ogni soggetto ritratto, per “celebrare le cose per quelle che sono!”

Parigi – Fino al 5 Febbraio 2012- JEU DE PAUME 1, place de la Concorde www.jeudepaume.org