Caligola Night Live di Claudio Gioè al Nuovo Teatro Montevergini di Palermo

Caligola Night Live di Claudio Gioè al Nuovo Teatro Montevergini di Palermo

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Venerdì 11 e Sabato 12 Novembre 2011

Al Nuovo Teatro Montevergini
CALIGOLA NIGHT LIVE
nuovo allestimento

 

di e con Claudio Gioè

con la partecipazione di Fabrizio Romano
luci di Alessandro Arena
costumi di Valentina Monticelli
scene Roberto De Angelis
disegno luce Alessandro Arena
assistente alla regia Laura Giacobbe
produzione Palermo Teatro Festival

Caligola night live è uno spettacolo che accompagna Claudio Gioè da più di un decennio. Scritto nel
1998, a Palermo ha visto la prima messa in scena a Palazzo Belmonte Riso, prima che diventasse Museo
di Arte Contemporanea.

“In tutti questi anni e a causa di difficoltà produttive che non ne hanno permesso la vita naturale –
racconta Claudio – mi si è sempre ripresentato come un fantasma che chiede qualcosa, e al quale con
somma dedizione sia pure sporadicamente, ho risposto per come ho potuto. Oggi torno a Palermo con
la speranza di dare finalmente pace a questo fantasma. Sono qui per uccidere finalmente il dittatore”.

Nato a tappe, attraverso tre tempi e altrettanti studi, “Caligola Night live” è un atto unico sul
dramma umano ed esistenziale di Caligola. Claudio Gioè (autore, interprete e regista) mette in
scena l’ultima notte dell’imperatore romano esplorando luci ed ombre della mente del folle dittatore e
proiettando nel presente le tragiche conseguenze di uno smisurato potere, concentrato nelle mani di
un unico uomo. Passato alla storia come l’emblema della follia al potere, in questa originale riscrittura
della tragedia- trascendendo il dato storico- Caligola diventa l’occasione per tracciare il ritratto di un
moderno potente malato di egocentrismo e allo stesso tempo di una società che implode sotto l’urto dei
suoi stessi limiti. Chiuso in un bunker in attesa della fine, giunto al culmine del delirio di onnipotenza,
in compagnia solo di un servitore e degli atroci fantasmi che affastellano e agitano la sua mente,
Caligola ricorda le sue folli imprese, dando vita ad un vero “one man show” in evocazione di stile
americano, in uno strano crescendo in cui si alternano monologhi, canzoni anni ’50 da Tony Bennett
a Frank Sinatra, intermezzi televisivi e un tragico ballo col fantasma della sorella-amante Drusilla.
Accecato da una ossessiva volontà di potenza, Caligola si fa rappresentazione del sogno americano (e
occidentale) per cui tutto è possibile, metafora di un impero (e di un tempo) malato di individualismo e
di una società in cui anche il potere diventa spettacolo. Nell’attuare la più sregolata e cruenta dittatura,
prima di tutto su se stesso, Caligola si scontra con i suoi limiti, oltre che con la realtà della morte e la
caducità dell’esistenza, sino a rimanere impigliato nelle maglie di un sistema di cui resterà vittima ancor
più che carnefice.