Inaugura il 19 Novembre LUCCA PHOTO FEST 2011

Inaugura il 19 Novembre LUCCA PHOTO FEST 2011

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Sguardi d’ Oriente è il tema della settima edizione del LUCCA PHOTO FEST 2011. 

Mostre, workshop, letture portfolio e incontri di questo festival internazionale di fotografia e video arte inzieranno il 19 Novembre.

“Oriente” è una parola che riecheggia nel nostro immaginario come sinonimo di affascinante e misterioso, spiega il curatore del LPF Enrico Stefanelli. Da quest’ idea nasce il programma delle esposizioni che si sviluppa seguendo “le infinite declinazioni d’ Oriente e due punti di vista: quello dei fotografi occidentali e quello dei fotografi nativi.”

Il Lucca Photo Fest accosterà le opere dei grandi fotografi come Felice Beato, che hanno segnato la storia della fotografia del sole levante – le affascinanti e seduttive polaroid di Nobuyoshi Araki, la staged photography onirica e surreale di Wang Qingsong- accanto ai lavori dei giovani più rappresentativi nel panorama artistico internazionale, come il fotografo e perfomer Li Wei e l’ italiano Francesco Jodice.

Il FPF 2011 conferma anche quest’anno la sua attenzione verso il reportage. Otre all’ esposizione annuale dei lavori e gli incontri con i vincitori del World Press Photo, viene inoltre presentato al pubblico “VII Looks East” , una mostra inedita che raccoglie i lavori dei fotoreporter e membri di “VII Photos Agency”. Una selezione di reportage, attraverso gli obiettivi e le prospettive differenti dei membri e fondatori di questa agenzia fotografica formatasi con l’ intento di documentare i conflitti.

A Kenro Izu ( Osaka 1949) è assegnato il Lucca Photo Award 2011.

” Viaggio in Asia” è il titolo della mostra ospitata nelle stanze di Palazzo Ducale. Una selezione d’ immagini in bianco e nero che raccontano gli anni trascorsi da Izu tra Cambogia, Tailandia, Laos, Indonesia, Vietnam, Birmania, Tibet, Cina, Nepal, Bhutan e India. Foto realizzate con una macchina fotografica a grande formato a corpi mobili che produce negativi di 36 x 51 cm. Le stampe a contatto al platino/palladio esaltano e rendono visibili, simili a delle minuziose incisioni, le sfumature dei paesaggi e le atmosfere dei luoghi sacri dell’Asia. Opere che fanno convivere insieme buddismo, induismo e islamismo e regalano allo spettatore un senso di bellezza e un sussurro sul senso più recondito dell’esistenza.