Maglifico Flora & Fauna

Maglifico Flora & Fauna

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Dopo il successo di Milano, che ha visto la nascita del progetto nelle sale del Museo  di Palazzo Morando, e Parigi (a febbraio 2014 all’interno della fiera internazionale Premiere Vision)  il 12 luglio 2014 Maglifico, in collaborazione con The Woolmark Company, si sposta a Roma in  occasione di AltaRomAltaModa.
Continua il viaggio nella maglieria Made in Italy per presentare le più originali creazioni italiane  internazionali tutte rigorosamente prodotte in Italia: Maglifico vuole diventare un punto di riferimento  per comunicare il segmento maglieria, sia attraverso mostre e installazioni itineranti, sia attraverso la  piattaforma online maglifico.com, che sarà rilanciata a settembre con diversa veste grafica e innovative  funzionalità.
Nuova location per Maglifico: le Scuderie di Palazzo Ruspoli, nel cuore di Roma, ospiteranno questa  nuova edizione della mostra, nella quale sarà sviluppato il tema FLORA & FAUNA, che dimostra la  passione ricorrente verso la dimensione zoomorfa e naturale scelta da numerosi designer di ieri e di oggi.
Il tema della natura con una ricca varietà di fiori e piante si interseca con una sindrome di Esopo in cui  saranno rappresentati un variegato bestiario, dalle celebri pantere firmate da Krizia (che è stata la pioniera del genere animali portebonheur) alle fantasie animalier di Roberto Cavalli, Adrienne  Vittadini, Fendi e Maison Martin Margiela, fino a raccontare la passione floreale di Antonio Marras,  Jean Paul Gaultier, Fuzzi, Pour Toi, Kenzo, Laura Biagiotti, Enrico Coveri, Yves Saint Laurent,  Blumarine, Julien Macdonald, Cheap and Chic by Moschino, Matthew Williamson, tanto
per citarne solo alcuni. Il progetto allestitivo della mostra curato dall’Architetto Danilo Reale e l’ambientazione vegetale progettata da Carlo Contesso, garden designer e scrittore, enfatizzano l’atmosfera da Jungle Fever per valorizzare l’ispirazione dei capi esposti.
Un’attenta ricerca e selezione di capi in mostra è curata in collaborazione con Modateca Deanna, Centro  Internazionale Documentazione Moda, che con la sua collezione ed expertise ha sin dall’inizio sostenuto  il progetto. Modateca Deanna è un vero punto di riferimento per la ricerca tecnica e iconografica, grazie  agli oltre 50.000 capi, 6.000 volumi, 80.000 riviste e innumerevoli prove tecniche di punti e filati,  stampe, ricami, volumi e finissaggi; Modateca Deanna diffonde la storia e la cultura della maglia,  dell’abbigliamento e del Made in Italy attraverso una continua ricerca e formazione.

In mostra sono esposti per la prima volta una serie di capi rari e vintage provenienti da aziende come Fuzzi, che da sempre produce la propria linea e la maglieria di Jean Paul Gaultier, e centri di studio come gli Archivi Mazzini nati da un’idea e dalla passione di Attilio Mazzini, quando dalla fine degli anni Settanta comincia a raccogliere in un’unica ricerca tutto ciò che lo affascina e colpisce, tra forme colore e design originali. Oggi l’Archivio Mazzini vanta una collezione che supera i 250.000 pezzi, tra capi d’abbigliamento e accessori. Non rappresenta solo un vero e proprio museo della moda, ma una raccolta culturale rivolta alle aziende del settore, ma anche ai professionisti, alle accademie e alle scuole di moda.

Tra le altre novità di questa edizione, una sezione dedicata ad alcuni nomi meno conosciuti della maglieria romana: Albertina e Pier Luigi Tricò, che rappresentano un piccolo omaggio alla città che ospita l’esposizione. Albertina Giubbolini, più conosciuta come Albertina, introduce già negli anni Cinquanta la maglia nell’Alta Moda rendendola straordinaria grazie ad artigianali e innovative tecniche di lavorazione, come la sagomatura con i calati e gli aumenti. Albertina, definita la “Coco Chanel del Tricot” ha vestito diverse dive di Hollywood, come Joan Crawford, Audrey Hepburn e Bo Derek.

Oggi alcuni suoi pezzi sono esposti nella mostra “The Glamour of Italian Fashion” al V&A di Londra. Pier Luigi Tricò, al secolo Pierluigi Scazzola, inaugura il suo primo atelier a Roma nel 1961, presentando la sua prima collezione primavera-estate alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Incoraggiato da Irene Brin, poco dopo, propone gli stessi modelli a Parigi da Jaques Esterel e da Pierre Cardin, riscuotendo un notevole successo dovuto alla sua capacità unica nel realizzare abiti d’alta moda in maglia. Nel 1962 è invitato per la prima volta a partecipare alle sfilate nella sala bianca di palazzo Pitti. Hanno indossato i suoi modelli personaggi come Jaqueline Kennedy, Merle Oberon, Laurenee Bacall, Cyd Cherisse, Allegra Agnelli, Sofia ed Anna Maria di Grecia, Ingrid di Danimarca, Maria Pia e Maria Gabriella di Savoia, Claudia Cardinale, Raquel Welch, tanto per menzionarni alcuni. Completano gli abiti couture di Pier Luigi Tricò le calzature e pochette d’epoca di Fragiacomo, marchio dal lungo heritage (nasce nel 1946 a Milano), protagonista a Roma con un importante negozio in Via Condotti 35, spesso visitato da diversi personaggi del cinema e “socialite” romane. Oggi Fragiacomo, ripartendo dal proprio archivio, inizia un nuovo corso voluto dai fratelli Pozzi Chiesa, che hanno rilevato l’azienda nel 2008, ed oggi scelgono come direttore creativo Bianca Maria Gervasio. Per la prima volta saranno esposti una serie di abiti provenienti dalla collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, oltre a una sele- zione di foto d’epoca.

Sempre in questa sala chiude il percorso la scenografica scultura “Esplosione idrica”, in vetro sintetico e resina epossidica realizzata dal duo artistico Balsamo&Barraja. L’opera vuole catturare il momento culminante del movimento dell’acqua, un abito scultura incontenibile che guida alla saletta Hotpoint Ariston, dove è un’altra installazione artistica composta da lavatrici AQUALTIS Direct Injection, che hanno ricevuto la Woolmark Platinum Care la certificazione più alta conferita da The Woolmark Company, per l’efficacia del ciclo lana. Il lavaggio dei capi in lana e cachemire avviene nel modo più delicato, rigenerando le fibre e pulendole a fondo. Inoltre la lavatrice con Direct Injection permette di lavare bianchi e colorati insieme in un solo lavaggio con le performance di lavaggio dei 40° a soli 20°, senza trasferimento di colori.

Non a caso parte dell’esposizione è dedicata alla fibra e al filato che sta all’origine delle creazioni esposte: la lana Merino australiana. In collaborazione con The Woolmark Company, marchio simbolo della lana Merino australiana, la migliore al mondo, e con il supporto della filatura Zegna Baruffa Lane Borgosesia, produttore di lane fini e finissime in pettinato per maglieria esterna d’alta gamma, la mostra si sviluppa in un percorso di immagini e materiali esplicativi in grado di raccontare ai visitatori il percorso della filiera, dalla pecora al capo finito.

Commenta Fabrizio Servente, Global Strategy Advisor di The Woolmark Company: “L’evento mira a mostrare le infinite potenzialità e la grande versatilità della lana, la cui storia millenaria s’intreccia naturalmente con quella della maglieria, segnando alcuni momenti fondamentali nell’evoluzione del costume e della moda. The Woolmark Company sostiene Maglifico sin dal suo debutto nella valorizzazione della maglieria e della creatività e versatilità intrinseca a questa fibra”.

“Proprio la qualità assoluta, la naturalità eccezionale dei prodotti e le infinite possibilità di personalizzazione – spiega Alfredo Botto Poala, Presidente della società Zegna Baruffa Lane Borgosesia rappresentano i valori che rendono i nostri prodotti difficilmente sostituibili. Innovazione tecnologica e conservazione di antiche esperienze tutte Made in Italy sono qualità essenziali per raggiungere l’assoluta eccellenza nella creazione e nella produzione di filati pregiati per maglieria”.

Conclude Federico Poletti, curatore della mostra: “Portare Maglifico a Roma insieme ad Altaroma è un passo importante per continuare a comunicare le potenzialità del Knitwear Made in Italy tramite temi editoriali, che offrono spunti di ricerca e di riflessione su questo settore. Con Maglifico e tutte le aziende partner del progetto vogliamo celebrare il saper far italiano e far conoscere tutte le realtà produttive, che sono rilevanti per la tradizione della maglieria”.