History. Art, architecture, design from the 1980s until today

History. Art, architecture, design from the 1980s until today

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“History”. Arte, architettura e design dal 1980 a oggi, una nuova presentazione delle collezioni di arte contemporanea del Centre Pompidou: una sguardo sull’arte a partire dagli anni 80 attraverso un circuito di oltre 400 lavori e opere d’arte di quasi 200 artisti, architetti e designer. Quadri, sculture, installazioni, video, film, disegni, foto…per una mostra che racconta gli ultimi 30 anni del mondo dell’arte.

Il 1989 ha segnato uno stacco con il passato e l’inizio di una nuova era. La caduta del muro di Berlino ha fatto in qualche modo cadere altri muri nel mondo artistico europeo, mentre gli avvenimenti di piazza Tiananmen hanno portato l’attenzione su una nuova Cina. agli occhi dell’occidente sono emersi nuovi territori artistici, mentre gli artisti salivano alla ribalta internazione e le biennali hanno iniziato a essere diffuse in tutto il mondo.

“History” si concentra su questa nuova geografia: l’est europeo, la Cina, il Libano e varie nazioni del Medio Oriente, India e America Latina.

Allo stesso tempo un numero sempre crescente di artisti, gallerie e mostre si sono concentrate su un nuovo “consumismo culturale” e il curatore ha sostituito il critico d’arte.

Il mercato dell’arte ha preso il volo e i media hanno iniziato una sorta di democratizzazione comunicazionela dell’arte contemporanea. Da un punto di vista prettamente artistico, l’arrivo delle realtà virtuali, internet e il mondo digitale rappresentano un altro giro di boa rendendo alcuni tipi di media (come la fotografia e i film tradizionali) quasi obsoleti. Il suono ha iniziato ad essere parte integrante delle installazioni.

La pratica artistica della “performance” inizia ad attrarre nuovo interesse con un movimento in continuo fermento che include la danza, il teatro e lo spoken word. Nel frattempo, la storia dell’arte diventa soggetto di numerosissime interpretazioni, alcuni ne predicono la fine o il passaggio in un era post-historic. Nuovi approcci la ripensano con un approggio non lineare, orizzontale piuttosto che il classico verticale, includendo micro-storie (dell’arte) e aprendosi a un vasto campo di ricerca mentre le domande e le indagini sul concetto di “identità” forniscono un ricco materiale di discussione.

Nel mondo gli artisti reagiscono al fenomeno della globalizzazione e le realtà che ne derivano sono informate da un occhio critico che tende a reinventare  le pratiche artistiche così come il mondo (politico e sociale) cerca di reinventare se stesso.

Gli anni 90 hanno visto l’emergere di figure di artisti che sono al contempo produttori e storici, archivisti o documentaristi, in una reazione ai mutamenti socio-politici. La relazione con il corpo ha prodotto numerose rivoluzioni artistiche, molti artisti hanno iniziato a raccontarsi in una sorta di biografismo artistico che vede la loro vita al centro delle loro opere.

La vita di tutti i giorni e gli oggetti che la abitano sono da ispirazione per sculture e installazione, infondendo nuova poesia nell’ordinario, creando al contempo nuovi collegamenti fra le sfere pubbliche e private che anche loro sono al centro di grandi cambiamenti e stravolgimenti.

“History” rappresenta quindi una nuova presentazione delle collezioni del Centre Pompidou e propone un’interpretazione dell’arte ispirata dal modo personale in cui ogni artista si inquadra all’interno di questi grandi cambiamenti avvenuti in questi trentanni.



History. Art, architecture, design from the 1980s until today, a new presentation of the contemporary collections of the Centre Pompidou, provides an overview of contemporary art since the Eighties through a circuit of almost 400 works and objects by nearly 200 artists, architects and designers. With paintings, sculptures, installations, videos, films, drawings, photographs, architecture and design, this new presentation offers a new approach to the art of the last thirty years.

1989 marked a break with the past and the start of a new era. The fall of the Berlin Wall toppled divisions in the world of European art, while the events of Tiananmen Square focused attention on a new China. In the eyes of West, new artistic territories emerged, while artists burst upon the international scene and contemporary art biennials sprang up all over the world.

The new presentation of the Centre Pompidou contemporary collections focuses particularly
on this altered geography, notably the former Eastern Europe, China, Lebanon and various Middle Eastern countries, India, Africa and Latin America.

At the same time the number of artists, galleries and exhibition curators rose considerably, while art became the focus of a new cultural «consumerism». The curator replaced the art critic.
The contemporary art market rocketed, and media coverage furthered the democratization of contemporary art. From an artistic point of view, the arrival of virtual realities, the Internet and the digital represents another turning point, making the definition of a «light-revealed» photograph or the autonomy of certain media like film or video almost obsolete. Sound has become an intergrate part of installations.

The practice of performance is attracting fresh interest, with a movement towards dance, theatre and the spoken text. Meanwhile, history of art is also the subject of numerous interpretations, some foretelling the end of history or the move into a post-historic era. New approaches propose a non-linear history, horizontal rather than vertical, which embrace local micro-histories and open up a considerable field for research while questions of identity also provide key material for debate.

In this worldwide environment of seething excitement, artists react to the phenomenon of globalisation and these new realities with an often critical eye, reinventing their practices in line with the upheavals of a constantly changing world where numerous political and social questions have emerged.

Many of them have also reinvented their practices with a new approach to their very «forms of life» and their position as artists, exploring human and natural sciences as well as literature.

The Nineties also saw the emergence of the artist as producer, historian, archivist or documentarist, in a reaction to contemporary socio-political upheavals. The relationship with the body has also led to numerous visual inventions, while many artists see themselves as narrators or autobiographers, creating fictions based on their private lives. Reality itself and everyday objects inspire numerous sculptures and installations, instilling a new poetry into the ordinary, and creating new links between the public and private spheres, themselves subjected to profound sociological upheavals.

A History, a new presentation of the Centre Pompidou contemporary collections, proposes an interpretation of art inspired by the very way in which artists have positioned themselves in relation to these profound changes.