#Projectrunwayit > Good Luck Milan!

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Project Runaway Italia è finito, almeno per Milan, ma siamo sicuri che con il suo talento e il suo estro creativo continuerà a lavorare nel campo della moda con successo. Ecco l’intervista del dopo puntata che ha visto la sua esclusione.

Il tema della sfida dell’ultima puntata era “l’abito da sposa realizzato con fiori”, l’hai trovato impegnativo?

Non più degli altri. Qualsiasi lavoro fatto con passione è impegnativo.

Gli abiti da sposa sono considerati spesso il massimo raggiungimento per uno stilista, ti sei sentito sotto pressione per questo?

La consacrazione, uno stilista, la ottiene con la produzione di una sua linea Couture. L’abito da sposa, fatta eccezione per Vera Wang, è invece un momento occasionale nella storia di un designer, il quale viene chiamato, generalmente dalle celebrities, per confezionare il loro particolare abito bianco. Perciò non ho sentito molto la pressione nel disegnare un abito da sposa.

Sei rimasto l’ultimo a scegliere i tessuti, a cosa pensi che sia stato dovuto il fatto che nessuno dei tuoi colleghi ti abbia voluto favorire chiamandoti prima?

Forse mi ritenevano troppo forte?

Credi che questo ti abbia messo in difficoltà o avresti fatto comunque questa scelta?

La fortuna mi è stata amica perché mi ha lasciato proprio i tessuti che avrei scelto.

Cosa ti ha ispirato nella creazione dell’abito e nella scelta dei fiori?

L’ispirazione era il sogno, sottolineato dalla magia della seta e dal misticismo del fiore dell’orchidea. Volevo una creazione delicata, come un grande fiore ricoperto da una rugiada di Swarovski.

Sei rimasto sorpreso dalla scelta dei giudici?

Decisamente si. Molti sui social network hanno espresso pareri diversi, in particolare sono stati critici sul lavoro di Giorgia.

Tu cosa pensi?

Non è il mio compito giudicare il lavoro degli altri concorrenti. Se le critiche ci sono state, un motivo ci sarà…

Credi che la tua esclusione sia stata legata al tuo gusto classico?

La mia opinione è che “il gusto classico” sia stata una scusa.

Al di fuori del gioco, come avresti realizzato un vestito da sposa?

Un abito da sposa dipende soprattutto dai gusti della committente, deve essere sempre adatto alla persona che lo ordina.

Ora che sei uscito cosa pensi della tua partecipazione alla trasmissione? Che esperienza è stata? E’ stato come te lo aspettavi conoscendo il format americano?

Dal mio punto di vista, conoscendo il format americano, l’esperienza non mi ha portato quel valore aggiunto che mi aspettavo. Non avrei mai pensato che l’intero talent show si potesse basare più sulle dinamiche di gruppo dei concorrenti, che sulle loro creazioni e le loro capacità professionali.

Cosa hai imparato?

Ho imparato qualche meccanismo del mondo della moda, e tantissimi meccanismi della tv.

Pensi di aver guadagnato in visibilità e di aver più offerte di lavoro ora?

Una cosa è certa, io sono apparso così come sono nella realtà. Con i miei pregi e con i miei difetti. La sola cosa che non condivido è il giudizio dei giudici, che mi è sembrato molto più televisivo che costruttivo.

Adesso tornerai a dedicarti al tuo brand? Continuerai la distribuzione tramite Luisa Via Roma o hai anche altri contatti? Pensi di andare a lavorare presso altri brand?

Per me Luisa Via Roma è sempre il principale punto di riferimento essendo stato il primo grande, importante e famoso negozio italiano a credere in me. Io non ho mai smesso di dedicarmi al mio brand MILIUS MILAN STAMENOVIC. Le possibilità della vita poi sono infinite… Chissà…