GLOBALIKATION #3 NARDO’

GLOBALIKATION #3 NARDO’

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Si parla spesso del Salento, ormai ogni estate si sprecano articoli sul suo magnifico mare, i trulli, il cibo, i locali notturni della sua movida, che l’hanno resa una meta turistica affollata di giovanissimi, pronti a mordere divertimento, vita e friselle!

Io vorrei parlarvi di un angolo di Salento meno sfruttato a livello turistico, ma che conserva un’atmosfera assolutamente “locale”quasi inalterata, che a mio avviso andrebbe assolutamente scoperto: vorrei parlarvi Nardò! Lo farò alla GLOBALIKATION maniera, parlandovi della mia visione, mostrandovi mie cartoline old style, consigliandovi la musica per il viaggio (grazie dell’idea Andrea!).

Nardò è un comune nella provincia di Lecce che ha dato i natali alla mia mamma, ma non è per questo che vorrei parlarvene…ovviamente… ma perchè ogni volta che sono convinta di conoscere bene questa località, mi rendo conto che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, ed è questa la sua caratteristica atmosfera, un acrobatico “balance” tra quello che esibisce e quello che gelosamente cela.

Nardò è antica infatti ha molti nomi: Nareton la chiamavano i Messapi, antichi abitanti della Apulia, i greci Neriton, i Romani Neretum.

Il comune molto esteso vanta poco meno di 32.000 abitanti, in un territorio di 200 kmq di estensione sud est di Lecce, che vanta un tratto di costa ionica del Salento di ben 22 KM, tra le più belle d’Italia a mio parere, un record fra i comuni che si affacciano sul mare; confina a nord con la ben nota Porto Cesareo ed a sud con l’ancora più nota Gallipoli e le sue baie verdi, il suo magnifico porto e la sua planimetria a penisola, i ristoranti , i lidi “fashion” , la movida, i set dei film di Ferzan Ozpetek!

Il comune è attraversato dal Canale dell’Asso, traccia di un antico corso d’acqua, origine delle numerose sorgenti che rendono l’acqua del mare di queste coste frastagliate e selvagge, estremamente fresca e dolce, dai fondali incredibilmente trasparenti, ricchi di fauna e flora marina che abitano grotte meravigliose!

Questo tratto di costa è caratterizzato da rocce frastagliate chiamate “PIZZI” (così i locali chiamano le punte degli scogli che si allungano nel mare), intervallate da piccole bianche spiagge e rinfrescate ed ombreggiate da pinete….dove ho passato la maggior parte delle vacanze estive della mia vita! I “pizzi” visti da un aereo, sono per me un richiamo poetico all’antica tradizione locale del ricamo.

Nardò infatti era una delle zone più ricche di ricamifici d’Italia sin dal dopo guerra.

Ho ancora vive le immagini della mia infanzia: davanti alle case bianche di tufo, tutte le nonne, le mamme, le zie e le bambine, ricamavano all’ombra degli oleandri…anche io lo facevo a volte…poi mia madre disfava e rifaceva tutto, ma perlomeno mi faceva provare trasmettendomi la tradizione del piacere del fare a mano!! Ancora oggi molti laboratori manifatturieri resistono alla crisi con la forza della tipica tenacità dei Salentini! Gianni Calignano, noto stilista, è nato a Nardò ed a Nardò ha il suo quartiere generale e l’atelier, con il suo lavoro ha mixato l’artigianalità locale e tocchi di modernità, portando il Salento alla ribalta del mondo dell’Alta Moda.

Vorrei parlarvi di questo comune, della sua gente ospitale ma anche selvatica, che non ha mai amato i turisti, ma che si sta lentamente adeguando al futuro, attraverso le iniziative delle nuove illuminate generazioni, che stanno aprendo questi luoghi al mondo, attraverso l’orgoglio delle proprie origini, la loro volontà e l’ausilio delle nuove tecnologie…e che per fortuna il mondo lo sta scoprendo…piano piano…

Perché ancora bisogna lottare con una radicata mentalità del possesso insita nelle persone…il turismo per loro è uguale a rubare! Rubare il loro mare, il loro scoglio liscio(chianca) da dove fanno il loro bagno quotidiano da decenni, le loro abitudini sono sono delle certezze che non possono assolutamente trasformarsi in un’area di interesse turistico e balneare, portando così lavoro e denaro…tragedia!!!

Ma ripeto, io ho visto questi luoghi cambiare nel tempo, nel modo lento tipico del SUD, arrivare ad arricchire ed abbellire queste località senza inflazionarle, ma molto c’è ancora da fare, da esaltare da proteggere.

Vi vorrei far fare un week end di Luglio insieme a me.

Il mio viaggio parte dal sud estremo del comune di Nardò, una frazione di Santa Maria al Bagno, chiamata Le 4 Colonne, per via dell’antica grossa TORRE DEL FIUME DI GALATENA costruita nel XVI secolo da CarloV a difendere la sorgente d’acqua dolce dalla quale si rifornivano i pirati Saraceni, dove vado a fare un bagno dalle scalette di cemento, che molti anni addietro qualcuno aveva provveduto a gettare per agevolare l’accesso al mare, ma che il mare sta distruggendo con le mareggiate….la natura si fa ripagare i debiti sempre!!! C’è anche un chioschetto che vende bevande e gelati (si chiama non a caso TRULLO) dove scappavo con le mie amichette, per cantare a squarciagola le canzoni del jukebox e alimentare i già brucianti primi amori!!!

POSTCARD_FROM_4_COLONNE25luglio2013

Posizionata su un “pizzo”, questa torre crollata nel mezzo, forse a causa di terremoti, ha generato 4 colonne. Un posto magico, sempre utilizzato per attività di ristorazione, feste e concerti…fin dagli anni 50! Vi cantai alcune volte anche io, molti anni fa’, non direi che si possa definire un evento memorabile, ma per me sicuramente un ricordo emozionante!

Mi fermo poi a Santa Maria al Bagno nella sua mitica piazzetta a prendere un caffè in ghiaccio con sciroppo di latte di mandorla al posto dello zucchero… senza parole ragazzi, da provare!!!

Attorno alla piccola piazzetta di Santa Maria al Bagno arroccate su scogli bianchi, che incorniciano una meravigliosa piccola spiaggia, convivono in modo piuttosto armonico e piacevole magnifiche ville antiche di centinaia di anni in stile moresco o liberty, con piccoli ecomostri di moderna costruzione, ristoranti eccellenti, bar, piccole botteghe, dove si può trovare la frutta più profumata e gustosa che abbia mai mangiato!

POSTCARD_FROM_SANTA_MARIA_AL_BAGNO25luglio2013

Queste zone sono state abitate fin da tempi molto antichi, da Messapi e Romani, che la fecero diventare una località termale….e chiamali scemi i Romani!! Nel XII secolo fu’ un luogo di sosta per i pellegrini sulla via della Terra Santa, durante le crociate, protetti dai Cavalieri Teutonici nel grande monastero ed abbazia da loro costruiti, distrutti dai pirati Saraceni nel XV secolo. Fu anche rifugio di 100.000 ebrei dal 1943 al 47, scampati alle persecuzioni Naziste con l’aiuto degli alleati…passarono di qui Moshe Dayan, Ben Gurion e Golda Meir. Per questa ragione nel 2005 Ciampi conferì la Medaglia d’Onore d’Oro al Comune di Nardò.

Il viaggio prosegue a Santa Caterina, la strada attraversa fresche pinete, dove nascoste da cancelli e muretti in pietra e giardini rigogliosi, si nascondono antiche dimore di una bellezza incredibile, dove famiglie facoltose villeggiano da molti anni, alcune di esse sono anche visitabili.

SANTA_CATERINA_VILLASSANTA_CATERINA25luglio2013

La Piazzetta di Santa Caterina è bianchissima della luce di mezzogiorno, ha un che di un quadro di De Chirico, anch’essa ricca di bar e ristoranti, è teatro dello struscio serale di giovani in pre-discoteca, famiglie che si incontrano a sorbire bibite lasciando scorrazzare in sicurezza i bambini per il lungomare in pietra, decorato da piccoli e profumati pini. Quando posso vado in uno dei miei posti preferiti il Barrueco, pizzeria ristorante casareccio, con tavolini sotto un canneto vista scogliera, dove a tarda notte si sorbiscono i migliori Mojito della zona!

SANTA_CATERINA25luglio2013

 

Dopo aver comprato giornali e sigarette, riprendo il mio viaggio dirigendomi verso nord, alla volta del mio lido preferito, il LITOS, situato dopo il parco Naturale di Porto Selvaggio e Torre Uluzzo. Queste scogliere magiche raggiungibili soltanto a piedi tra i pini dove abitano milioni di cicale, sono protette dal FAI dal 2007, grazie al sacrifico di un’assesora, che lottò strenuamente contro la cementificazione e per questo perse la vita, vorrei qui renderle il mio personale grazie!

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Il Litos è aperto dal 2003, un posto unico: costruito sugli scogli su un tavolato, sotto Serra Cicora, una collinetta rocciosa che sembra il set di uno Spaghetti western! Nato come un posto magico e riservato, riposante ma dove socializzava facilmente, dove venivano proposti anche momenti di spettacolo al tramonto con artisti di strada circensi, mimi che arrivavano dal mare al tramonto, maghi, ballerini brasiliani di capoera, ed altre attrazioni estremamente originali. Dal 2006 l’attuale gestione di Raffaele, lo ha trasformato in un ritrovo più contemporaneo: mantenendo intatta l’atmosfera estremamente rilassata e ricercata, ha aggiunto una buona organizzazione, buon cibo, servizio eccellente, con momenti live music e dj-set per aperitivi estremamente cool, conservando quella lentezza e quel gusto che sono unici, totalmente Salentini! Assolutamente da citare la straordinaria selezione musicale che accompagna la giornata di relax, di livello a mio avviso eccellente: Jazz, nu-Jazz, bossa-nova, funky jazz, cantautori, classica e sinfonica….la fotocopia del mio IPOD!!!

Lo consiglio vivamente a chi, come me, detesta l’aerobica in spiaggia, le partite a racchettoni e a pallavolo in acqua, la musica assordante da superclassifica!! Consiglio anche di prenotarvi on-line perché ad Agosto e nei we è sempre molto affollato,ma la gestione degli ombrelloni di Vito è rigorosa, di stampo svizzero.

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Visto il tramonto sul mare, al solito spettacolare, ci si riveste e si ritorna un km a sud a Torre Uluzzo dove troneggia un locale storico per la gioventu’ locale e non: il FICO D’INDIA. Una costruzione dall’aspetto messicano colorata di rosso come la tipica terra rossa del Salento che lo circonda. Tutta sviluppata sotto una tettoia all’aperto, con muretti in pietra, palme, pini ed ovviamente pale di fichi d’India!! Qui da più di 20 anni si balla, si ascolta musica dal vivo, ci si rinfresca con una birra accompagnata da friselline al pomodoro, risalendo da una giornata di bagni di sole dalle scogliere di Torre Uluzzo, che solo l’abilità da stambecco di questa gente selvatica può affrontare, per fare un tuffo in un mare che ha dei colori incredibili. Lo consiglio vivamente a chi non ama i locali alla “moda” dove devi essere in “lista”, o devi conoscere il “PR” per entrare in bagno, o devi fare lotta libera per fare un mutuo per pagarti un drink….è libero, aperto, rilassato e divertente, e credetemi ho sentito e ballato veramente della musica eccellente, migliore di quella proposta da tante DJ star della consolle!!

Il giorno successivo è dedicato alle viste turistiche:

Visitare il centro storico di Nardò è ogni volta una scoperta magica ed arricchente:

il bianco dei palazzi, la lucida pietra delle strade, le strette vie che ti immettono in piazzette deliziose, dove trattorie e localini offrono specialità tipiche ed intrattenimenti. L’atmosfera di notte è ancora più poetica, come immergersi in un latte caldo, il silenzio ti avvolge ed invita ad una passeggiata per ammirare le ricche facciate barocche delle numerose chiese. Quella che mi ha colpito maggiormente tra tutte è la Cattedrale di Santa Maria dell’Assunta, struttura dell’XI secolo, sorta sulle fondamenta di una basilica del VII, famosa per il Cristo Nero, crocifisso ligneo del XIII secolo scolpito nel profumato legno di cedro, ma anche per l’elegante facciata barocca.

POSTCARD_FROM_NARDO25luglio2013

Piazza Salandra poi è un salotto color perla, considerata una delle più belle d’Italia, è spesso teatro di eventi musicali e artistici molto interessanti organizzati da assessori, che esprimono attraverso queste iniziative la volontà di fare parlare di questo meraviglioso ed incredibile luogo, ma anche il profondo legame che i salentini sentono con la musica e l’arte!

Per fare un po’ di shopping delle specialità tipiche non si ha che l’imbarazzo della scelta, consiglio le friselle d’orzo, le pucce con le olive( pane impastato con olive intere, quindi evitate morsi decisi…)l’olio e i vini rosati, da gustare freschissimi! Se avete tempo andate anche a comprare qualche bignè alla Pasticceria Piemontese…sembra una contraddizione ma in realtà è stata fondata da due salentini DOC i fratelli Colella!

La pasticceria è ora gestita dal figlio di uno dei due, Giovanni, che dopo gli studi di Arte Bianca alla famosa scuola alberghiera di Torino, ha creato delizie uniche connubio di quel mix, molto “globalikation”, di sapori del sud e del nord, facendosi citare anche nelle guide turistiche!

Molto altro ci sarebbe da citare o descrivere, ma io sono solo una orgogliosa Salentina per metà, non una Travel Guide, lascio quindi a voi il gusto di scoprire questi luoghi curiosi, belli, selvatici..ma fatelo con lo spirito di chi và a visitare un amico caro, con gentilezza, senza invadenza, con curiosità e con rispetto.

 

PALYING LIST PER IL VIAGGIO:

 

Planet Funk: CHASE THE SUN

David Sylvian: FORBIDDEN COLORS

Koop: KOOP ISLAND BLUES

Royksopp: VISON ONE

Fiorella Mannoia: OH CHE SARA’

Planet Funk: UNDER THE RAIN

 

http://www.salento.it/servizio/Agenzie-Viaggi/nardo/Turismo_d_autore_tour_operator

http://www.litosportoselvaggio.it/

http://www.urkaonline.it/places/fico-dindia/