Project Runway #2: intervista esclusiva a Milan Stamenovic

Project Runway #2: intervista esclusiva a Milan Stamenovic

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foto: Alexandra Votsis     model:Francesco Pucci

Styling: Hylozoic*A      make up artist: Silvia Gerzeli

La seconda puntata di Project Runway Italia è stata difficile per tutti i concorrenti. Il tema era ideare e realizzare un outfit anni ottanta, ma i giudici non sono stati molto soddisfatti e hanno ritenuto che un po’ tutti i ragazzi non avessero centrato il punto. In particolare al nostro Milan non è andata bene: ha addirittura rischiato di essere eliminato! Ma la puntata è stata anche ricca di sorprese positive, il giudice ospite era il famoso fotografo di moda Giovanni Gastel e negative, uno dei protagonisti si è ammalato e ciò ha creato un certo subbuglio nella casa.

Come è stato conoscere Gastel? Eri emozionato all’idea di essere giudicato anche da lui?

-Conoscere Gastel è stata una bella esperienza. Averlo incontrato nel suo studio è stato un valore aggiunto: si poteva sentire lo spirito fresco del suo lavoro e percepire l’atmosfera crativa.

-Essere giudicato da Gastel non mi ha reso particolarmente ansioso: sono già pronto a essere giudicato ogni settimana da una persona diversa! Più ospiti ci saranno più gente nuova e interessante potremo conoscere.

Il tema di questa puntata erano gli anni ’80, a cosa ti sei ispirato di quel periodo?

-il tema erano gli anni 80 che io non ho interpretato in un modo molto diretto. Mi sono inspirato al film di Tim Barton “Batman and Cat Woman” dove Michelle Pfeifer recita il ruolo della più sexy figura femminile vista al cinema fino a quel momento. Ho usato il lattice nero del costume di Selina per le maniche e una parte della schiena e dare un tocco sexy e quasi fetish. Ho spezzato grazie al fresco del rosso, con cui ho creto l’abito che si avvolge sopra al lattice e copre la figura con una linea elegante e fluida. Per sdrammatizzare ho applicato delle frange d’ora a delle scarpe di Trussardi. Ho ripreso la cintura alta dagli anni 80 abbinandola con un bolero color oro che ha una tendenza asiatica. Ho scelto di aggiungere questo riferimento all’oriente, perché è molto in tendenza

E’ un tipo di immaginario che ti piace, con cui ti trovi a tuo agio?

-Non credo di preferire un periodo a un altro, ma sicuramente tutti non siamo stati criticati per non aver “azzaccatto gli anni ottanta”. Nella versione americana ai concorrenti vengono date delle immagini di riferimento, dato che non c’è tempo per fare una ricerca approfondita come farebbe un vero stilista, invece, noi, dopo una chiacchierata nello studio di Gastel, siamo usciti a mani vuote. Credo che questa sia una mancanza tecnica della produzione di Project Runway Italia, che deve ancora aggiustare il tiro.

E’ molto diverso dallo stile del tuo marchio, Milius.

-In effetti l’abito che ho creato è molto diverso dal mio stile, è un compromesso con il tempo, il compito assegnatoci e la situazione. Dico sempre che il mio motto è fare le cose bene o non farle, ma questo è il gioco e mi devo adeguare alle regole, spero che le prossime volte uscirà qualcosa di più di me, dalle mie creazioni.

Nel tuo vestito, cosa c’era, secondo te, che riprendeva gli anni ’80?

-Il tema erano gli anni ottanta, ma la parola chiave era l’innovazione, quindi non copiare gli abiti dagli anni ottanta, ma fare un passo successivo. Come diceva Gastel creare per il futuro. Forse il mio outfit non è riuscito come avrebbe dovuto, ma se lo scopo era comunque creare qualcosa di nuovo. Credo che i giudici in questo non siano stati sulla stessa frequenza di Gastel, ma abbiano puntato troppo sul voler vedere un semplice rifacimento degli anni ottanta, invece che qualcosa di innovativo con dei riferimenti a quel periodo.

I giudici hanno criticato il modo in cui voi concorrenti avete affrontato il tema, pensi che qualcuno l’abbia trattato meglio degli altri? Secondo te, cosa è mancato?

-Credo che non ci fossero grandi differenze di qualità tra gli outfit presentati in quest’occasione. Quasi tutti avrebbero potuto trovarsi indifferentemente tra i perdenti e i vincitori. Quello che è stato detto di me, poteva venir detto di molti altri. Abbiamo un mentore che è Ildo Damiano, che ci ha seguito nelle scelte, perciò non credo sia giusto affermare che “nessuno ha azzeccato gli anni ottanta”.

Com’è vivere a stretto contatto con persone che non conoscevi prima?

-Vivere con la gente nuova e creare le amicizie mi viene naturale. Il mio punto di vista è che certe persone non sono quello che sembrano. Non immaginavo che dopo una settimana uno potesse affermare che mi odia. Perché? Non ho fatto nulla di sbagliato! Né offeso, né ferito né spinto in nessun modo. Quasi non ci conoscevamo. Mi è piaciuto che chi si è avvicinato piano piano si sia reso conto di essersi fatto all’inizio un’idea sbagliata di me e si sia trovato bene. Io non mi sono fatto pregiudizi su nessuno e aspetto di conoscere gli altri bene, prima di farmi un’idea. In una situazione di genere bisogna rimanere se stessi senza pretese, ma con una propria dignità. Non tratterò nessuno in un modo diverso. Tutti sono benvenuti e per chi ha da ridire, pace.

Durante questa settimana il tuo compagno di camera si è ammalato. I tuoi colleghi sono stati piuttosto scettici sulla sua malattia, mentre tu sei stato più comprensivo. Come ti sei trovato in questa situazione? Hai legato con lui? I commenti degli altri ti hanno messo a disagio?

-Ci troviamo in un gioco a eliminazione e la tentazione di far fuori il più debole è forte. Io non potevo fare a meno di dare una mano e credo che dai commenti di ognuno si possa dedurre qualcosa sul suo carattere. Mi spiace che non abbiano montato la ripresa del termometro che mostrava che febbre aveva Matteo! Non apprezzo i trucchi di cattivo gusto con quali certe persone si vogliono servire solo per eliminare la concorrenza.

Sei pronto per la prossima puntata? L’idea di lavorare a coppia ti spaventa o ti trovi bene a collaborare con altri?

-Non ho mai avuto problemi a lavorare con gli altri. Nel daily ho lavorato con Marco e abbiamo vinto. La cosa importante quando si lavora in coppia è la comunicazione. Sono sempre pronto per la nuova sfida. Sono curiosa di scoprire con chi lavorerò questa volta!