Roberto Cavalli @ MFW 2014-15

Roberto Cavalli @ MFW 2014-15

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Circola, inafferrabile, sulla passerella del prossimo inverno, l’ipnosi di una danza di fuoco: atmosfera equestre alternata ai bagliori di elaborati flapper dress.

Entra, potente, una parata di tweed, Donegal, pelle, forme militari e avvolgenti blanket coat: una contemporanea caccia a cavallo che si miscela all’ impronta della Maison. Uno sfilare di classici – uniform coat, il trench di pitone doppiato in pelle e quello in candido visone, il pantalone con bande laterali e quello Chivalry – sagomato da precisione sartoriale, secondo la tradizione Roberto Cavalli, però popolato da sanguigni dettagli.

Teste di leoni e cavalli, cinghie e fruste, il foulard che diventa abito, inserti di pelle e frange, pelliccia intarsiata con striature d’animali, tutti i segni del militare Neo Chivalry Cavalli. La danza alza il suono, quando la donna Cavalli sfodera segreti di luce, nel movimento dei flapper dress: a incedere, tra stampe, intarsi, spacchi, pizzi e ricami, è un’odierna Lee Miller, musa di Man Ray e del più ipnotico début du siècle. Periodo di sinuoso oltraggio, oggi rivisitato da Roberto Cavalli, con la complicazione delle lavorazioni. Ondeggiano femminilità anni Venti e geometrie anni Trenta, negli abiti sotto al ginocchio che si spaccano, si sfrangiano, comunque si aprono. Orli che sfoderano giochi di pizzi e chiffon, piume e cristalli, che tagliano stampe, fanno volare ricami di farfalle o schiudono petali.  Un roteare che infine s’infiamma, quando dal bianco e nero gli abiti si accendono di rosso – spuntano stampe di puro fuoco, anche sulle volpi e quella che infuoca piume – per poi tingersi di profondità blu o altrimenti nere, come la notte illuminata dalla donna Cavalli.

La sua borsa è Regina, grande per contenere tutto il regno di chi la indossa. Maniglie e dettagli in ottone lavorato a mano, l’incastro materico delle lavorazioni a squama, i segni di una viaggiatrice cosmopolita, che circola sul pianeta custodendo il segreto dell’energia.

 

English Version

A hypnotizing dance of fire circles the runway: an equestrian atmosphere alternates with flashes of elaborate flapper dresses.

A parade of tweed, Donegal, leather, military shapes and enveloping blanket coats makes a powerful entrance:  like a modern day hunting party that blends with the symbols of the Maison. A show of classics – the uniform coat, the python trench lined in leather and the white mink trench, a pant with side stripes and the new Chivalry pant are cut with sartorial precision in the Roberto Cavalli tradition, but animated with sanguine details.

Lion and horse heads, straps and riding crops, foulards that become dresses. Leather and fringe inserts, fur with animal stripe inlays, all signs of the Cavalli military Neo Chivalry. The dance intensifies when the Cavalli woman reveals flashes of light and movement in the flapper dress: this woman who takes shape among the prints, the intarsias, the lace and the embroidery is a modern Lee Miller, the muse of Man Ray and of the most hypnotic debut du siècle. A time of sinuous outrageousness, revisited today by Roberto Cavalli with complex workmanship.   The femininity of the twenties and the geometry of the thirties weaves in and out of the collection in the dresses below the knee that are open-ended with slit or fringed hems. Hems that reveal games of lace and chiffon, feathers and crystals, that cut through the prints, make the butterflies embroideries fly, and that make petals open. A circling that catches on fire when from black and white the dresses inflame with red – in a pure fire print, on fox fur or a feather print – to then become deep blue or black, like a night that’s illuminated by the Cavalli woman.

Her bag is the Regina, big enough to contain the entire kingdom of whoever wears it. Handles and details in brass worked by hand, panels of scale prints, the signs of a cosmopolitan traveler, that circles the globe guarding the secret of energy.