Intervista al fotografo Andrea Salvini

Intervista al fotografo Andrea Salvini

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Andrea Salvini, giovane artista romano, racconta ai lettori di Zoe la sua passione per la fotografia.

Ecco l’intervista e alcuni suoi scatti.

 

 

Qual è il suo rapporto con il mondo delle immagini?

 

Credo che la nostra società sia basata da sempre sulle immagini. Da i quadri di Caravaggio alle prime fotografie  fino ad oggi la vanità, la voglia di fermare il tempo, di ricordare è insita nell’ uomo. Personalmente oggi concepisco la fotografia come forma d’ arte. Un mezzo per comunicare, creare emozioni e condividerle.


 Che cosa la ispira di più: un dettaglio,un paesaggio o un’emozione?

 

Sicuramente la ricerca di emozioni.. Se cosi non fosse non avrebbe senso la mia arte. Le emozioni si possono trovare ovunque. Sta alla sensibilità del fotografo coglierle attraverso un paesaggio o un dettaglio.


 In che modo uno scatto fotografico può testimoniare il disagio dei nostri tempi ?

 

Rappresentando sicuramente immagini forti, crude senza filtro e rispetto. Amo molto le fotografie di Oliviero Toscani che negli anni ha saputo affrontare temi importanti del nostro tempo come l’ anoressia, la violenza sulle donne e l’ omofobia. Credo sia indispensabile colpire lo spettatore per attirare la sua attenzone.

Questo viene distratto da immagini che lo coccolano e lo allontanono dalle tematiche importanti. Solo con immagini forti si crea il caso e ci si risveglia improvvisamente nella realtà.


Come interpreta la donna di oggi attraverso la sua fotografia ?

 

Amo rappresentare la donna attraverso il suo volto. Sono sempre alla ricerca di donne che si sappiano raccontare.

Il loro passato emotivo è essenziale. Avere solo il dono della bellezza non basta. Quando lo spettatore percepisce le emozioni del soggetto attraverso il suo volto e ne rimane in qualche modo coinvolto la fotografia è riuscita.


 Se dovesse decidere di rappresentare il futuro in uno scatto che cosa fotograferebbe?

 

Forse una donna dalla pelle bianca e i capelli rossi nuda adagiata su un letto. Mi piace l’ idea di lasciare allo spettatore la decisione del proprio futuro. Nessuno sa se questa stia dormendo, stia per svegliarsi o sia morta.


 


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