Lo sport è lusso a Milano

Lo sport è lusso a Milano

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La fiaccola olimpica ha appena smesso di ardere e per i più fedeli sostenitori dello sport duro e puro i prossimi quattro saranno anni bui. Orfani di tuffi, atletica, scherma e judo, inconsolabili e intenti a rimarginare ferite causate dal distacco mediatico, la vostra meta è Milano, l’indirizzo giusto è piazza XXIV maggio n. 8 (zona Navigli) e “The Yard” è il nome da cercare.Il motivo è presto detto: si tratta di una guest-house d’atmosfera consacrata al culto dello sport.Già il nome, The Yard, evoca quei cortili che ieri più di oggi erano palcoscenici di giochi, corse, salti e pedalate.Poi le camere – sei suite e quattro dependance – rigorosamente a tema sportivo: dalle tappezzerie alle librerie, dai quadri ai tappeti, dai soprammobili alle sedute, tutto richiama il mood dello sport a cui la stanza si ispira.Nell’ordine: il mondo del golf per la suite Fairway, l’equitazione per la suite Mustang, la caccia per la Venator e il polo per la Chukker, la suite Smash è dedicata al tennis e la Touche al rugby. Le dependance, pensate per periodi di soggiorno più lunghi grazie a metrature più ampie e spazi divisi tra zona notte e zona giorno, sono invece dedicate al safari (la Lodge), all’automobilismo (la Conte Trossi), alla vela (la Winch) e allo yachting (la ’67). Suggestioni, tutte, che conferiscono a “The Yard” una personalità unica.In ogni camere l’attenzione al comfort dell’ospite è rigorosa: balconi privati, TV led 32”, Playstation e dock per iPod, macchina del caffè Nespresso.Soprattutto, il rispetto per un’eleganza ricercata e rilassata è leit-motiv che guida ogni scelta stilistica: cimeli e foto d’epoca riscaldano le camere, così come gli elementi cult che le arredano: i Duke Bar di Ralph Lauren, le lampade Venere di Disano, le valige d’epoca di Louis Vuitton. Il tutto senza nostalgie né gelosie: “The Yard” è anche un boutique hotel e offre ai propri ospiti, viaggiatori raffinati e amanti del lusso discreto, la libertà di acquistare quasi ogni arredo.

Infine la lobby e il dehors comune: lontani anni luce dalle linee avveniristiche e gelide del nuovo design, sono spazi da vivere e condividere in cui, come in un interminabile “terzo tempo”, ogni poltrona invita al relax e al dialogo.

Alessandro Cesario, patron della struttura, ha ideato “The Yard” con l’intento di distinguersi nel panorama dell’ospitalità deluxe meneghina. E ha dato vita a una guest-house che sembra sottratta a un romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Perché al “The Yard” regnano le atmosfere dell’America d’inizio secolo, quando l’eleganza era ordinaria e lo sport era occasione di raffinata convivialità.

 

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