Country Relax

Country Relax

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di Giulia Carcani

 

Sono secoli che le sue stanze accolgono pellegrini, viandanti, mercanti, viaggiatori. Innumerevoli vite hanno sfiorato i muri del palazzo per fermarsi qualche ora o qualche giorno prima di ripartire.

In tutti questi secoli (otto, per la precisione) l’accoglienza è stata cortese e attenta, c’è da scommettere. Se così non fosse, oggi la Locanda Palazzone non sarebbe uno dei più antichi hotel d’Italia.

A questa lunga tradizione di ospitalità, la Locanda somma da qualche anno il prestigio di una delle etichette vinicole più importanti dell’Umbria, che con il marchio Palazzone produce vini di grande qualità. Con il risultato di essere una residenza medievale immersa tra i filari d’uva.

Siamo al confine tra Umbria e Lazio, a pochi passi da Orvieto. Terra dove i muri spessi di pietra vulcanica reggono ogni antica costruzione, dove le finestre e i colonnati dei palazzi storici si affacciano sui poggi circostanti. La Locanda Palazzone non fa eccezione, al contrario ha recuperato e mantiene la foggia classica dei palazzi del XIII secolo. L’elemento delle bifore, tipico dell’epoca, è il più evidente: sono presenti in tutte le camere del palazzo, a incorniciare il panorama delle colline umbre.

Ma sbaglia chi si aspetta un’identità estetica monotona: negli spazi interni del palazzo, la tradizione cede il posto a un’anima moderna e l’eleganza vira sul contemporaneo, prediligendo arredi minimali e colori primari come lo stile del Nord Europa insegna.

Nessuna paura: le concessioni al design sono poche e misurate, pensate allo scopo di mitigare l’austerità dei volumi del palazzo.

Monaldo Monaldeschi della Cervara, storico orvietano, scriveva nei suoi Comentari historici del 1584 che Bonifacio VIII nominò “…Cardinale Teodorico di Ranieri, e Capitano del Patrimonio l’anno 1299, questo Cardinale fece fare (…) il Palazzo sotto Rocca di Ripeseno”.
Leggi: la Locanda Palazzone. Sono passati secoli, ma il palazzo non smette di far parlare di sé.