GO WILD, MA DELUXE

GO WILD, MA DELUXE

444

È stata scelta dagli Etruschi, voluta dai Romani, invasa da Goti, Longobardi e dai Franchi di Carlo Magno. Ha accolto papi e re, santi e soldati. Siamo nell’alto Lazio: l’Etruria di millenni fa. Precisamente ad Arlena di Castro, comune immerso nel verde della Maremma laziale, a pochi chilometri dalle epiche mura di Tuscania, dalla necropoli etrusca di Tarquinia, dal borgo medievale di Viterbo e dal “Parco dei Mostri” di Bomarzo.

È qui che Renzo Stucchi, sceso dal Nord nel 1999, ha fondato l’agriturismo “La Piantata” e ha deciso – visionario e audace – di offrire ai propri ospiti un’esperienza fuori dall’ordinario: dormire su un albero senza rinunciare al lusso di una dimora di charme.

Nascono così la Suite Bleue e la Black Cabin, incantevoli nidi adagiati su piante secolari.

Una superficie di 44 mq in cedro rosso canadese (unica essenza a non essere attaccata da parassiti), la Suite Bleue si trova a 8 metri di altezza tra le fronde di una quercia.

Inaugurata nel settembre 2005, non ha mai smesso di accogliere ospiti che vogliano concedersi la fortuna del silenzio, del relax e del contatto immediato con la natura senza rinunciare al comfort di una dimora di charme (e del suo importante letto a baldacchino). Certo, è un lusso che va conquistato e assaporato lentamente, perché di norma la prenotazione del soggiorno richiede un anticipo di 5/6 mesi.

La Suite Bleue ha il vanto di essere un unicum irripetibile: perché è stata la prima in Italia e perché la quercia che la ospita è la più vecchia del Paese con i suoi ottocento anni di vita, 25 metri di altezza e oltre 30 metri di ampiezza della chioma.

Isolata e immersa in 12 ettari di colline coltivate a lavanda, la vista che si gode dalla camera – sempre bella – diventa strabiliante nel periodo della fioritura, tra giugno e luglio. E quando il sole tramonta, lo spettacolo del cielo stellato è incomparabile grazie all’assenza di fonti di luce e di rumore.

Per cercare di far fronte alla crescente richiesta d’ospitalità, ad affiancare la Suite Bleue è stata varata nel 2011 la Balck Cabin: capanna high-tech (luci a led, combinazioni inedite di legno/acciaio/vetro, home-theatre Bose, spogliatoio con fotocellula, doccia spa, opere d’arte alle pareti), è posta a 7 metri di altezza, all’ombra della chioma di un imponente pino marittimo di duecento anni. Da lassù, l’occhio spazia a 360° tra i 1.800 ulivi del podere e le colline di lavanda, e poi oltre, ai Monti Cimini, fino al mare dell’alto Lazio. E di sera, un telescopio a disposizione per ammirare le stelle.

Grazie ai suoi 87 mq di superficie, è della Black Cabin il primato della casa sull’albero più grande d’Europa. Così come dedicato a lei è l’ultimo progetto in cantiere: una piscina sospesa a 2,30 metri, riservata agli ospiti della suite che, immersi in acqua riscaldata, potranno godere del panorama e dei benefici della cromoterapia.

Per entrambe le camere, l’attenzione all’impatto ambientale è encomiabile. Le strutture, realizzate con l’equipe francese di Alain Laurens di “La Cabane Perchée”, sono il risultato di un grande savoir-faire: nemmeno un chiodo è stato conficcato su tronco o rami e gli alberi sono liberi di crescere senza interferenze nella vitalità, anzi periodicamente sono monitorati da un agronomo dell’Università della Tuscia, che ha studiato anche un metodo efficace per evitare il rischio che i fulmini possano abbattersi sugli alberi.

Ecofriendly anche l’utilizzo di tessuti naturali, come lini e cotoni provenienti da coltivazioni biologiche, e il risparmio del 90% delle emissioni di CO2 rispetto ad un edificio tradizionale.

Menzione d’onore alla colazione: 100% bio con marmellate e miele alla lavanda, dolci e biscotti fatti in casa, yogurt e spremute di arancia; il tutto inserito in una casetta di legno issata, grazie ad una carrucola, ad altezza della terrazza quando ancora gli ospiti dormono.

Bio-ecologici anche i prodotti cosmetici alla lavanda e all’olio d’oliva della linea “Essenze d’Etruria”, a disposizione dei clienti delle due suite.

Milanese, un passato importante nel mondo della ristorazione e della moda, Renzo Stucchi è riuscito a ricostruire il suo più grande gioco di bambino: “mio padre aveva un magazzino edile e aveva costruito per me una capanna su un albero di albicocco; quel rifugio d’infanzia, pieno di ricordi, mi è sempre rimasto nel cuore”. E nel farlo, ha sfidato lo stereotipo del rifugio spartano e scomodo, rendendo le sue case sull’albero luoghi di autentico charme e di rara emozione.

Chapeau Monsieur!

 

1 Suite-Bleue_esterno

 

5 Black-Cabin_interno

 

3 Fioritura-della-lavanda

 

2 Suite-Bleue_interno