Tano D’Amico – Di cosa sono fatti i ricordi

Tano D’Amico – Di cosa sono fatti i ricordi

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“L’ immagine nuova diversa, irrompe dagli strappi della storia, quando c’è un conflitto. “

Inizia così Di cosa sono fatti i ricordi, l’ ultimo libro del fotografo Tano D’ amico edito da Postcart. Sessantatré foto che si alternano ad altrettanti suoi brevi testi. Riflessioni sulla fotografia e su i tumultuosi eventi della storia di cui Tano è testimone e narratore con il suo obietettivo 35mm su pellicola in bianco e nero. Libro che si legge in un fiat per lo stile sincero ed onesto e per la curiosità di andare avanti ed immergersi nelle sue immagini. Un volume dal formato tascabile, perché come è Tano stesso a dirmi quando lo incontro a Roma a piazza S. Giovanni : ” amo i libri che si possono portare in giro senza fatica.

Così leggendolo si ha la possibilità di percorrere la storia dell’ Italia e dei movimenti che l’hanno attraversato dagli anni ’60 ad oggi. Tano D’ Amico è ” il fotografo di strada”- definizione più calzante per lui rispetto al riduttivo termine di fotoreporter o artista- che documenta e continua a documentare oggi le manifestazioni politiche del nostro paese. Dai cortei studenteschi negli anni’ 70, all’ umanità di uomini donne e bambini che vivono ai margini della società, insieme a carcerati, pazzi, operai, zingari….Tano c’è sempre ai cortei, ieri come oggi, ( Genova nel 2001, Roma un mese fa…) durante le proteste d’ emancipazione delle donne negli anni 70, a documentare le lotte per la casa in Sicilia e nelle periferie romane…Tano non fotografa e basta, partecipa con sensibilità mentre accompagna gli scioperi e le occupazioni nelle strade, sui tetti delle carceri, davanti le fabbriche…

Tano D’ Amico è il fotografo teso a raccontare e a denunciare il nostro equilibrio sociale laddove è più precario ed ingiusto.

Considerato da molti giovani fotografi un esempio e un maestro, Francesco Zizola ( World Press Photo 1996) ricordando l’ inizio della sua carriera ha detto in un ‘ intervista che le prime volte per fotografare gli eventi cercava d’essere ” l’ ombra di Tano”. Sfogliando il libro s’ incontrano i visi e le espressioni delle folle e dei movimenti, che Tano riesce a cogliere in quei momenti “quando si sorride e si piange tutti insieme” . Non è un testimone distaccato, la grana stessa delle sue foto trasmette l’ empatia e la solidarietà per ogni persona che ritrae e che compone questo viaggio nell’ Italia degli ultimi quarant’anni.

E se è forte la vibrazione che attraversa il lettore, perché tumulti e passioni sono ritratti in queste taglienti fotografie, leggendo il suo pensiero scopriamo che ogni foto, nonostante i trambusti delle situazioni, non è scattata per caso anche si è tra l’ enfasi e lo scompiglio, ma è frutto di lunghe attese.

Questo libro è un ritratto fatto di parole e immagini che parla di dignità, bellezza e della speranza delle persone rappresentate, non solo in Italia. Tano è anche un viaggiatore che sceglie di raccontare la Spagna durante la dittatura di Franco

la guerra civile tra cattolici e protestanti a Belfast, come in Palestina, torna più volte a Gaza etc…

Perché leggerlo? Perchè sono pagine e scatti che sono diventati icone e simboli di una testimonianza coerente del percorso personale ed artistico di un’ artista schieratosi sempre a fianco di coloro che combattono per migliorare e cambiare le regole di un mondo che funziona male.