Léa Peckre per Maison Lejaby fall winter 2014/15

Léa Peckre per Maison Lejaby fall winter 2014/15

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Un collaborazione sorprendente, se basta a definirla…

Da un lato, Maison Lejaby un caposaldo nella lingerie francese da 130 anni e che attraverso la sua collezione Maison Lejaby Couture continua a sperimentare sul confine fra lingerie e pret a porter il suo iconico “dessus-dessous”.

Dall’altro lato Léa Peckre una giovane designer di 29 anni le cui prime collezioni hanno messo in luce una spiccata passione per i volumi architettonici e i colori scuri…e che è affascinata dalla lingerie e dalle sue sofisticate tecnologie sartoriali. Ecco come è nata la prima linea di pret a porter disegnata da Léa Peckre per Maison Lejaby, dimostrando che a volte le associazioni più improbabili sono quelle più fertili.

Alla designer è stata data carta bianca. “È molto importante essere capaci di definire il proprio stile quando si partecipa a una collaborazione creativa, di conseguenza ho costruito una collezione a modo mio, seguendo i codici della Maison Lejaby”. La designer parigina è andata a Lione a incontrare il team, e documentarsi sull’incredibile mole di archivi della maison, lì la sua mente si è focalizzato su un periodo in particolare: gli anni fra gli ’80 e i ’90.

Il 1988 fu l’anno in cui Isabelle Adjani creò scalpore quando posò per Lejaby, solo con un reggiseno bianco in parte coperto da un velo di jersey. “Quella campagna mostrò a tutti quanto un unico pezzo di lingerie possa esaltare un outfit…e accrescere il potere della seduzione di chi lo indossa” dice Léa Peckre. Nel tentativo di vestire una donna e esaltare la sua corsetteria, la designer si è concentrata sul dissimulare la silhouette con il tulle,  creando uno schermo sulla pelle, suggerendo la presenza della lingerie piuttosto che rivelandola in maniera troppo diretta.

Un’altra fonte di ispirazione è la linea “Nuage” lanciata nel 1995, l’era della lingerie invisibile e ultracomoda che rimane a tutt’oggi un best-seller. Questa sobrietà senza tempo le è servita come linea guida per la collezione pret a porter per Lejaby che non usa né seta né pizzo. “Non volevo nessuna concessione alle linee classiche, volevo portare un tocco più moderno” dice Léa. Ha di fatto reso meno netta le linea di demarcazione fra pret a porter e lingerie, mescolando materiali, tecniche e il loro utilizzo.

Alcuni esempi, su un bustier, con l’aiuto di una macchina a taglio laser, la designer ha ritagliato uno spesso strato di materiale per “incidervi” sopra un pattern floreale ispirato alla “Venise”, un modello iconico della 3° collezione della Maison. Il pezzo della collezione è fatto con lo stesso materiale che potete trovare nelle coppe dei reggiseni Nuage. Léa Peckre ha utilizzato anche il neoprene, un materiale molto sensuale, per disegnare un paio di pantaloni dal taglio sporty.

Nelle sue mani, un body – il pezzo più sexy del guardaroba di una donna – viene reinventato in alpaca, un materiale di solito usato per pullover e cappotti. Ha disegnato un capo che da lontano potrebbe sembrare una specie di giacca da smoking fatta di lana, in verità è una blusa destrutturata fatta in lycra elastico e waterproof, materiale di solito usato per i costumi da bagno. Tutti questi modelli sono monocromatici: la pelle è al centro dei riflettori.

Il DNA della lingerie è evidente in ogni articolo di questa collezione 100% made in France, che può essere considerata a tutti gli effetti una vera linea di pret a porter (proprio come la collezione Maison Lejaby Couture).

Per la Maison Lejaby, Léa Peckre ha portato all’esterno quello che di solito è “sotto”: underwear to outerwear.

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English Text

A surprising collaboration, if one might say so…

On one side, Maison Lejaby, a marker in cutting high-end French lingerie for 130 years and who, through its collection Maison Lejaby Couture, still works on more pieces at the boundaries between lingerie and prêt à porter, called “dessus-dessous”.

On the other side, Léa Peckre, a young 29 year-old designer whose first collections have revealed a pronounced passion for architectural volumes and dark colours…and who, furthermore, is fascinated with lingerie and its technical sophistication. This is how the first line of prêt-à-porter designed by Léa Peckre for Maison Lejaby was born, thus proving that the most unexpected associations are also the most fertile.

The designer was given carte blanche. “It’s very important to be able to define one’s own style when being in a collaborative process, especially when you begin in this trade claims Léa Peckre. Consequently, I have built a collection in my own way, following the codes of the trademark specific to Maison Lejaby”. The Parisian went to Lyons to meet the teams, visit their workshops and delve into the vast body of archives. There, her mind was focused on one particular prosperous period: The stretch of time between the 80’s and the 90’s.

1988 was the year when Isabelle Adjani caused a sensation when she posed for Lejaby , only sporting a white bra partially concealed by her jersey. “That advertisement shows to what extent a piece of clothing can enhance a lingerie outfit… and increase tenfold the power of seduction of the person who wears it”, points out Léa Peckre. In an attempt to dress women and sublimate their corsetry all the while, the designer focused on “cover silhouettes” made out of tulle. Be it under a flesh-coloured moulded dress or a more loose-fitting thin sweater/charcoal grey outfit, the netting creates a nebulous screen-like effect on the skin, thus suggesting the underwear instead of revealing it.

Another source of inspiration gleaned by Léa Peckre in the home vaults:

the “Nuage” finery which launched in 1995 the era of invisible and ultra-comfortable lingerie and still remains a best-seller. This timelessly sober outfit has served her as a guideline to the prêt-à-porter collection which deliberately leaves out both silk and lace. “I didn’t want any classicism. I wanted to bring a more modern touch”, explains Léa Peckre. She has thus muddied the waters between prêt-à-porter and lingerie by crossing fabrics, techniques and their usage.

Some examples. On a bustier, with the help of a laser-cutting machine, the designer cut out a thick piece of cloth in order to engrave a floral pattern inspired by the “Venise”, a flagship model from the N°3 Collection, Echappées sensuelles from Maison Lejaby Couture. The carefully worked piece is made out of the same fabric as the cups you could find on the Nuage bras. Léa Peckre also used hemstitched neoprene, a very sensuous fabric, to tailor a pair of trousers that displays a rather sportswearish figure .

In her hands, a bodysuit-one of the sexiest items in a woman’s wardrobe-ends up being made out of alpaca, a soft and downy material usually meant for pullovers and coats. She also designed an item of clothing which, from a distance, looks rather like a tuxedo jacket made out of wool; in truth, it’s a unstructured cross-over blouse cut in elastic and waterproof lycra conventionally used for swimsuits. All these silhouettes are monochromatic, just as the Nuage fineries were: skin is in the spotlight.

The DNA of lingerie exudes in every single item of this 100% French made collection which can be considered as a true line of prêt-à-porter (just as the collection Maison Lejaby Couture). Such DNA, diversely included but constantly present in a contemporary and magnified acceptance, seals the collaboration between the aforementioned parties.

For Maison Lejaby, Léa Peckre has brought what’s usually underneath to the outside.