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Anche nel 2012 il Teatro Massimo propone in Stagione un'opera rara del Novecento storico mai rappresentata in Italia: "Der König Kandaules" di Alexander Zemlinksy, (16-22 maggio) compositore nato a Vienna nel 1871 allievo di Bruckner, sostenuto da Brahms, fu amico, cognato e, almeno formalmente, unico maestro di Arnold Schönberg. Direttore della Volksoper, si trasferì a Berlino, quindi nel 1938 – a causa delle origini ebraiche – preferì emigrare negli Stati Uniti dove morì nel 1942.
"Der König Kandaules" è la sua ultima opera, la cui partitura ha storia complessa ed affascinante: il lavoro sul libretto e i primi schizzi della partitura risalgono al 1935. Basata su un omonimo dramma di André Gide, a sua volta ispirata ad un racconto inserito nel primo libro delle Storie di Erodoto, l'opera narra la favola tragica di Candaule, re della Lidia che, in cambio di un anello magico che rende invisibili, offre al pescatore Gige la possibilità di guardare, non visto, la propria bellissima moglie Nissia nuda; accortasi del tradimento Nissia chiede a Gige di uccidere il re e lo incorona nuovo sovrano della Lidia. Il lavoro di Zemlinsky sulla partitura proseguì sino al trasferimento negli Stati Uniti dove sperava che l'opera potesse andare in scena, obiettivo che però fallì anche per la presenza di una scena di nudo nel secondo atto che – secondo la dirigenza del Metropolitan di New York – gli spettatori puritani non avrebbero mai accettato. Il compositore preferì così non portare a termine il lavoro che invece fu completato nel 1995 da Antony Beaumont su commissione dell'Opera di Amburgo dove "Der König Kandaules" è andato in scena per la prima volta nel 1996 ed ha cominciato il suo cammino di successo nei maggiori palcoscenici del mondo, da Salisburgo a Vienna. Per la prima volta in Italia, al Teatro Massimo (in lingua originale con sovratitoli), vanta un cast di specialisti come l'affascinante Nicola Beller Carbone nel ruolo della regina Nyssia, Peter Svensson in quello di König Kandaules e Kay Stiefermann come Gyges. Lo spettacolo è una nuova produzione del Teatro Massimo firmata dal regista Manfred Schweigkofler, autore anche delle scene con Angelo Canu; i costumi sono di Mateja Benedetti. Sul podio dell'orchestra del Massimo un atteso ritorno, quello di Asher Fisch, già entusiasmante direttore nel 2011 della "Greek Passion". Nelle sue note di regia, Manfred Schweigkofler scrive: "Der König Kandaules sembra un'opera sulla felicità, ma finché non avremo capito cosa sia veramente la felicità non riusciremo ad avvicinarci al suo significato più profondo. È un'opera piena di simboli: la luna, il mare, il fuoco, il pesce, il terrazzo e i giardini, i cortigiani, le suonatrici di flauto; l'anello che rende invisibili e il velo che copre il volto di Nyssia. Svelare-celare, coprire-coprire, vedere-non vedere sono temi centrali. I personaggi sembrano un pretesto per commentare e riflettere non solo su determinate situazioni umane, ma su tutta l'umanità in sé. È questo che rende attuale questa vecchia storia di Erodoto: ieri come oggi, la politica e le corti del mondo moderno, sono arsi dalla sete di potere, dominati da bagordi e privi di senso etico, decadenti, ambigui e perversi".
Costo dei biglietti: da euro 15 a euro 125, in vendita presso il botteghino del Teatro (aperto da martedì a domenica ore 10 - 15, tel. 0916053580 / fax 091322949 / Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ), sul sito www.teatromassimo.it o nelle prevendite autorizzate in tutta Italia del circuito Amit-Vivaticket.
Informazioni e prevendita 800 907080 (tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17).
Teatro Massimo – piazza Verdi 1 – 90138 Palermo
Sulla scia della Food Revolution lanciata nel mondo dalla star della tv inglese Jamie Oliver, sbarca anche a Palermo il 19 maggio a Piazza Castelnuovo il progetto di educazione alimentare voluto personalmente dallo chef inglese che ha reclutato 100 suoi ambasciatori in Europa tra cui la sicilianissima Bonetta Dell'Oglio, già anima della Dispensa dei Monsù ed oggi affermata cooker free lance della cucina siciliana nel mondo.
Spettacoli, conferenze, degustazioni, si celebra così il Food Revolution day.
"La cucina siciliana - ci racconta Bonetta- racchiude in sè tutti gli elementi del mangiare bene, ma oggi le nuove generazioni si stanno allontanando sempre di più dal gusto dei prodotti semplici e genuini a favore del " cibo spazzatura". E' importante riconquistare il mondo dei piccoli attraverso il gioco e la comunicazione per far passare il messaggio che il cibo sano migliora la tua vita"
Il "flash mob" dove dei cuochi improvvisati con tanto di cucchiaio e grembiule balleranno per il centro della città di Palermo scatterà a P.zza Castelnuovo alle 17.30 e coinvolgerà il Centro Danza Nancy, la scuola di Capoeira Zumbi, l'associazione Clown Terapia, Codifas con gli agricoltori siciliani e la dottoressa Adele Traina Butera del progetto Diana a seguire presso il circolo nautico Albaria "pasta al pomodoro e basilico" sulla spiaggia per tutti gli atleti.
E' tempo di scoprirsi, gambe in vista per la prossima estate.
Hot pants, mini pants o semplicemente shorts, sono il must di quest'estate. Super colorati, a fantasia, in pizzo o uncinetto, impreziositi da pietre o paillettes, e ovviamente l'intramontabile modello in denim. Si adattano ad ogni occasione e con un paio di zeppe o tacchi l'effetto "gambe lunghe" è assicurato.

Total look Krizia, Shorts H&M (Mondello, Palermo)

Total look Carven, Shorts Stradivarius (Scala dei Turchi, Agrigento)

Total look Chanel, Shorts H&M (Taormina, Messina)

Total look Just Cavalli, Shorts Tally (San Vito, Trapani)

Total look D&G, Shorts H&M (Cefalù, Palermo)

Total look Jason Wu, Shorts H&M (Isola delle Femmine, Palermo)

Total look Balmain, Shorts H&M (Palermo)
Proseguendo la programmazione nel campo della ceramica contemporanea, dopo "Piccoli cambiamenti al centro del tavolo" nel 2008 e "Circuit ceramica" nel 2010, Il Museo di arte Decorativa di Parigi in collaborazione con la società Bernardaud punta l'attenzione su gli artisti gioiellieri. La mostra "Un peu de terre sur la peau" si sviluppa su opere molto recenti, che mettono in discussione i codici ancestrali dei gioielli. I 18 giovani artisti selezionati sono una ventata di trasgressione in questo settore ancora molto attaccato alla tradizione.
Si inaugura il 22 marzo 2012 presso la Gagosian Gallery di Roma la mostra di sculture Walter De Maria The 5-7-9 Series.
Le tre opere esposte, The 5-7-9 Series (1992), Large Rod Series: Circle/Rectangle 11 (1986), The 13-Sided Open Polygon (1984), rappresentano ognuna una importante serie nell'opera di De Maria degli ultimi cinquanta anni. Pur presentando progressioni geometriche e numeriche, tali lavori combinano austere progressioni matematiche alle più intangibili qualità del sublime.
The 5-7-9 Series (1992), esposta a Roma, fa parte di una serie di tre imponenti installazioni composte da 27 elementi. Come The 4-6-8 Series (1966) e Time/Timeless/No Time (2004, facente parte della 3-4-5 Series ed in esposizione permanente presso Chichu Art Museum di Naoshima Island in Giappone), questa presenta 27 variazioni di sculture uniche, ognuna composta da tre barre verticali inserite su una base orizzontale. L'altra edizione di The 5-7-9 Series è in esposizione permanente presso la Gemäldegalerie di Berlino.
Ognuna delle barre di acciaio massiccio che compongono The 5-7-9 Series presenta cinque, sette o nove lati e l'ordine di ciascun gruppo di tre viene ripetuto in 27 modi diversi. Tutte le combinazioni possibili sono così realizzate. L'allestimento delle sculture è determinato dallo spazio che le ospita; possono venir infatti presentate in file singole o triple, con modalità quasi illimitate. A Roma l'installazione dialoga con la sala espositiva ovale presentandosi in tre file di nove elementi. La barra verticale è un motivo ricorrente nell'arte di De Maria, come esemplificato già in una delle prime opere-Bed of Spikes (1968-69) e confermato dalla iconica installazione permanente di Arte Ambientale The Lightning Field (1977) in New Mexico, di cui la mostra romana presenta una riproduzione fotografica di grande formato.
In contrapposizione alla verticalità di The 5-7-9 Series, due sculture in acciaio, Large Rod Series: Circle/Rectangle 11 e 13-Sided Open Polygon, sono allestite in due spazi espositivi separati. Circle/Rectangle 11 è composta da undici barre di undici lati ciascuna. L'opera è esposta con una configurazione rettangolare, sebbene la presentazione degli undici elementi in maniera circolare possa costituire una possibile alternativa. Le undici barre evocano i cinquecento elementi di un'altra installazione permanente: il Broken Kilometer (1979) visibile a New York. The 13-Sided Open Polygon si inserisce invece nella serie di sculture poligonali da terra le cui forme variano da cinque a diciassette lati, realizzate tra il 1973 e il 1984: all'interno della scultura poligonale è posizionata una sfera di acciaio i cui molteplici movimenti sono confinati nei limiti del prestabilito percorso interno, enfatizzando così l'astuta combinazione di ordine e casualità, elementi distintivi dell'opera di De Maria.
La mostra è accompagnata dalla riedizione-con ampliamenti e traduzione in italiano del saggio di Lars Nittve-del catalogo pubblicato da Gagosian Gallery nel 1992 in occasione della presentazione al pubblico di The 5-7-9 Series.
Walter De Maria è nato nel 1935 in California edal 1960 vive e lavora a New York. E' stato una figura fondamentale all'interno di quattro importanti movimenti artistici: Minimalismo, Arte Concettuale, Arte Ambientale, Installation Art. I lavori di De Maria sono presenti in tutto il mondo; le sue otto personali museali includono Menil Museum, Houston (2011-12); Chichu Art Museum, Naoshima, Giappome (2000, 2004); Fondazione Prada, Milano (1999); the Kunsthaus Zurigo (1992, 1999). Tra le undici opere permanenti eseguite dall'artista su commissione si annoveranoThe New York Earth Room (1977), New York;The Broken Kilometer (1979), New York; The Lightning Field (1977), New Mexico;The Vertical Earth Kilometer (1977), Kassel, Germania;Monument to the Bicentennial of the French Revolution 1789-1989 (1989-90), Assemblée Nationale, Parigi e Large Red Sphere (2010), nel Türkentor a Monaco.
La mostra durerà fino al 29 marzo 2012
www.gagocian.com
Per l’autunno inverno2012/2013 Maurizio Pecoraro ci propone un’eleganza sofisticata con particolari accostamenti di tessuti. Predomina nuovamente il nero tornato dominante sulle passerelle milanesi, intervallato da inediti accostamenti tra il bordeaux e il blu e il terracotta e il rosso, che alla fine della collezione si accende grazie all’uso di paillettes e tessuto lamè. Pelle e pelliccia si uniscono in capispalla a doppio petto con cinturino in vita. Il taglio dei pantaloni e netto così come le sovrapposizioni della pelle sulla maglia. Per una donna attenta ai dettagli, che non rinuncia all’eleganza neanche di giorno.











Come si può immaginare la dissonanza? Guardando l'ultima collezione autunno inverno di Balenciaga appena conclusasi nelle passerelle della fashion week parigina. Nicolas Ghesquière direttore creativo della maison, ha deciso di rompere le regole della sovrapposizione dei colori regalando ad abiti e capospalla inaspettate presenze geometriche, ancora più evidenti perchè prepotentemente colorate. Il bianco torna ad assere il denominatore comune su cui espiare ogni sperimentazione, dalla macro felpa in stampa animalier alla giacca di pelliccia. Il blu Klein torna evidente come colore di un futuro popolato da creature ispirate alla più note delle saghe spaziali di George Lucas.





E' un viaggio nella storia dei tessuti quello in cui ci si immerge guardando la nuova collezione autunno/inverno 2012 di Dries Van Noten. Delle immagini scattate dallo stilista belga tra le gallerie del Victoria & Albert Museum di Londra durante la fase di studio della collezione emerge chiara l'ispirazione al mondo grafico della cina unito al minimal dei pattern visivi degli inizi '70. Le sete si uniscono alla felpa, il raso al pvc. I samurai si dilatano in maxi bluse, le cineserie incontrano i ricami barocchi e il cargo impera come pantalone della divisa di un esercito di terracotta del futuro.












Knitwear come sempre protagonista della passerella di Missoni durante la Fashion week di Milano. Accessorio cool per la collezione autunno/inverno 2012, lo scaldacuore da sovrapporre al capo spalla. La pelle si sposa ai colori dela tavolozza dei gialli declinati dal senape all'arancio. La vita si riconferma alta e stretta da una sottile cintura





"E l'oscar come miglior abito sul red carpet va a..." Ecco una categoria degli oscar non ufficiale ma che fa comunque parlare molto di sè. Il red carpet, lo show nello show, diventa una vera e propria passerella per tutte le dive che sfoggiano i loro outfits super griffati. C'è chi sceglie una mise tono su tono con il tappeto, chi fa a gara con la famosa statuetta per chi luccica di più, chi va sul sicuro con il total black o il bianco very chic e chi sceglie colori tenui ma di gran classe. Tutti abiti lunghi fino ai piedi e oltre, con pochette e clutch abbinate, gioielli luccicanti impreziosiscono il volto e il decolté, capelli sciolti o raccolti e il look è pronto per catturare l'attenzione del pubblico e dei fotografi.
in alto
Emma Stone in abito Giambattista Valli ha indossato un bracciale e orecchini della collezione di alta gioielleria Louis Vuitton, e una clutch ricamata con paillettes Louis Vuitton per l'84esima edizione degli Academy Awards Ceremony 2012
Il bracciale in oro bianco e diamanti per 12.05 carati appartiene alla collezione Prefall 2012, ed è una nuova interpretazione dello Charm bracelet, pezzo iconico delle collezioni di gioielleria Louis Vuitton creato da Marc Jacobs nel 2001.
Gli orecchini, collezione L'Ame du Voyage, sono in oro bianco con diamanti taglio Louis Vuitton e spinelli rossi.

Michelle Williams, nominata per il ruolo di Miglior Attrice protagonista, ha indossato un abito Louis Vuitton in occasione dell'84° edizione degli Academy Awards 2012 a Los Angeles.
L'abito, composto da strati e plissé di mousseline di seta e organza, è stato realizzato per l'attrice e ha richiesto 300 ore di lavoro degli atelier parigini della Maison.

Glenn Close in abito Zac Posen

Natalie Portman in abito Christian Dior Vintage

Melissa McCarthy in abito Marina Rinaldi

Shailene Woodley in abito Valentino

Viola Davis in abito Vera Wang

Jessica Chastain in abito Alexander McQueen

Jennifer Lopez in abito Zuhair Murad

Qwyneth Paltrow in abito Tom Ford

Penelope Cruz in abito Armani Privè

Cameron Diaz in abito Gucci Premiere
Tina Fey in abito Carolina Herrera
Sandra Bullock in abito Marchesa

Milla Jovovich in abito Elie Saab Couture

Rooney Mara in abito Givenchy

Brad Pitt e Angelina Jolie in abito Atelier Versace

Maryl Streep in abito Lanvin

Busy Phillips in abito Dolce&Gabbana

Berenice Bejo in abito Elie Saab Couture

Stacy Keibler in abito Marchesa