Zoe n.33

zoe33 zoe 18

sfoglia

 

 

biggi-banner

In passerella

 Josephine Skriver_

Josephine Skiver svedese di 19 anni è stata la più applaudita tra le giovani modelle sulle passerelle della Fashion Week di New York Fall Winter 2012/2013 conclusasi da pochi giorni.

 

michicell colour_piccola

 

Online la nuova rubrica virale

di una scrittrice

e un copy in anonimato...

 

Prima puntata: I SALDI

 

Entra

banner polisportiva

Cultura
Valuta questo articolo
(0 Voti)

 

Robert Mapplethorpe è l’ incisiva e dettagliata retrospettiva che lo Spazio Forma di Milano dedica al grande fotografo americano. Una preziosa opportunità per immergersi nell’opera del versatile artista attraverso 178 immagini. Un’ esposizione in cui si alternano come le note di una melodia, le prime polaroid ai ritratti degli amici celebri e no, come Andy Warhol, le intense serie sulla vigoria del corpo maschile…alle sofisticate composizioni di still life…La visione estetica della mostra potrebbe essere accompagnata dalle note di Because the night in una versione sussurrata da Patti Smith, fidanzata amica e musa di Robert Mapplethorpe, eterea presenza in molti dei suoi primi ritratti…Anche una frizzante ed acustica People have the power potrebbe essere colonna sonora ideale per accompagnare i chiaro scuri scultorei delle immagini e trasmettere al pubblico l’ energia e l’ atmosfera della New York degli anni ’70-‘ 80 che fa da sfondo al lavoro di Mapplethorpe. Un autore che ricerca la perfezione formale nei suoi lavori, usando la luce come materia con cui scolpire i soggetti; calle, iris, corpi, lievi ritratti ai bambini, vengono infatti colti in bianchi e neri, intensi e profondi. Mapplethorpe crea uno stile inconfondibile in immagini che raggiungono un’ideale di bellezza in cui la sua passione rinascimentale si fonde nell’estetica moderna. L’ esposizione è divisa in sette sezioni tematiche. Accolgono il pubblico le rare Polaroid degli Anni '70 . Un esordio in cui già lo spirito sperimentale si abbina ad una ricerca formale. Mapplethorpe è fotografo ed artista tra i protagonisti della rivoluzione pop di Andy Warhol, negli anni della liberazione sessuale, dell’esplosione della performance e della body art. La sua biografia si fonde nelle sue opere mentre la mostra prosegue con la serie dei suoi autoritratti. Appare in tutta la sua disarmante ironica e seducente bellezza. Una sezione è riservata alle esplicite e particolareggiate pose sado-maso, che per il taglio ed il rigore compositivo non risultano mai oscene o volgari. Il modo con cui Mapplethorpe ritrae la plasticità dei corpi, maschili e femminili, per il taglio classico della composizione, il vigore della muscolatura e dei movimenti, delle torsioni, insieme ai particolari, rende le sue immagini simili agli studi michelangioleschi sulla figura umana. L’ uso dei bianchi è così luminoso, brillante e caldo da riuscire ad entrare a far parte dell’ inconscio di chi osserva le sue fotografie. I suoi nudi appaiono tri-dimensionali, si ha la sensazione d’essere davanti ad un corpo vivente. Eros e malinconia sono il filtro con cui coglie i suoi fiori, tulipani o sensuali e carnose calli in cui la luce risalta intimamente curve, corolle e insenature. Sorprendenti e lievi sono i ritratti dei bambini che appaiono in pose spensierate e serene.

A parte sono esposti i ritratti che hanno per protagonista Patti Smith. Fidanzata e prima modella di Mapplethorpe, negli anni in cui giovanissimi non avevano denato nemmeno per entrare al MoMa di New York, e sognavano “profeticamente” che un giorno sarebbero riusciti ad entrare dentro al museo con la loro arte. Con la poetessa del rock vivono insieme per sette anni al Chelsea Hotel,fino a quando Robert non ammetterà la propria omosessualità.
Mapplethorpe oltre al talento artistico è un maestro della fotografia contemporanea per il coraggio e la coerenza con cui ha espresso la propria personale e multisfaccettata passione per l’esistenza attraverso la sua macchina fotografica.

Robert Mapplethorpe Fino al 9 Aprile 2012 presso la Fondazione FORMA per la Fotografia, Milano

www.formagalleria.com

http://www.mapplethorpe.org/

 

Valuta questo articolo
(0 Voti)

PALERMO

 

 

25 febbraio 2012, ore 18.30

Fondazione Sambuca, via Alloro 36

Presentazione del libro di Giuseppe Di Piazza

"I quattro canti di Palermo" (Bompiani, 2012)

con Roberto Alajmo e Antonio Calabrò

Letture sceniche di Giusi Cataldo e Alessio Vassallo

Interviene l'Autore

 

 

26 febbraio 2012, ore 10,30

Libreria Modusvivendi, via Quintino Sella, 79

Colazione in libreria con Giuseppe Di Piazza

Presenta Antonella Scandone

 

Arrivato in poche settimane alla terza edizione, I quattro canti di Palermo, arriva a Palermo. Il romanzo è ambientato nei primi anni Ottanta. Un giovane cronista di 'nera' cerca di sopravvivere nella città della mattanza mafiosa utilizzando le uniche armi che ha a disposizione: l'amore e il sesso. Ha un doppio registro questo primo libro di Giuseppe Di Piazza: quello noir, drammaticamente legato alla storia della città, e quello generazionale. La generazione è quella che negli anni Ottanta preferiva non ascoltare la musica anni Ottanta ma Pink Floyd, King Crimson, Emerson Lake e Palmer, continuando a vivere il sogno di una vita libera, fatta di rapporti amorosi 'reali' senza progetti e doveri troppo istituzionali. Ma intorno a questo centro vitale non c'è una città qualsiasi: "diecimila persone vennero assassinate durante la seconda guerra di mafia che scoppiò sul finire degli anni Settanta e si concluse nel '93." Le giornate del protagonista scorrono in equilibrio tra sangue pubblico - delitti, indagini, scoop - e sentimenti privati - conquiste rapinose, notti di musica, letture. Intorno a lui quattro storie nere che lo condurranno a immergersi in un mondo fatto di violenza, speranze frustrate, illusioni: un mafioso che si ribella al suo destino di killer, una modella impreparata all'urto della vita, un padre impastato d'odio, una figlia in cerca del proprio onore. Quattro storie che agli occhi del protagonista, "occhi di sonno" per via delle tante notti perse, diventano canti di una città disperata e seducente. I quattro canti di Palermo sono una piazza, o meglio un incrocio, tra via Maqueda e Corso Vittorio Emanuele, il cuore della città. Ma il protagonista, con il suo racconto appassionato sembra alludere a un quinto canto "impercettibile alla vista, il più visibile per chi è andato via da Palermo: il canto dell'assenza".

 

Giuseppe Di Piazza ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1979 al quotidiano L'Ora di Palermo. Dal 2007 dirige Sette del Corriere della Sera e il mensile SetteGreen. In precedenza ha lavorato al Messaggero e ha guidato l'agenzia Agr e il mensile Max. Insegna all'università Iulm e nel 2011 ha esordito come fotografo con la mostra Io non sono padano. Questo è il suo primo romanzo.

Valuta questo articolo
(1 Vota)

Palermo, Teatro Massimo, 24, 25 e 29 febbraio 2012 (ore 10 e ore 11.30) – 28 febbraio ore 10

 

 

Il piccolo Mozart è uno spettacolo per studenti e adulti dedicato al bambino prodigio per eccellenza, al suo percorso di scoperta della musica, al talento e allo studio che ne hanno fatto il compositore centrale della storia della musica "classica". Cantanti e attori conducono il pubblico in un viaggio attraverso la vita di Mozart bambino: dalla scuola alla scoperta del teatro, dai primi viaggi alle prime malattie, dal mondo degli adulti a quello dell'amore.

Ideato nel 2007 per la rassegna "La scuola va al Massimo" da Francesco Micheli, Il piccolo Mozart è liberamente ispirato a passi del vastissimo epistolario del compositore che, nella sua frenetica attività, teneva informati di ogni cosa i genitori, la sorella e una vasta cerchia di amici e colleghi. A inframmezzare la narrazione – affidata a tre noti attori, Pietro Massaro, Stefania Blandeburgo e Serena Barone – brani celebri da composizioni che aiutano a tracciare la vicenda biografica di Mozart: da Bastien und Bastienne al Flauto magico, dal Ratto dal serraglio al Così fan tutte, dal Don Giovanni alle Nozze di Figaro, dall'Ave verum al Requiem, insieme a passaggi tratti dal repertorio strumentale. Al centro della scena campeggia la tastiera di un gigantesco pianoforte, strumento sul quale Mozart quotidianamente elaborava i suoi capolavori.

Lo spettacolo è suddiviso in sette capitoli tematici, caratterizzati da momenti musicali significativi: "Mozart bimbo", "Mozart e la scuola", Mozart e il teatro", "Mozart e i viaggi", "Mozart e la malattia", "Mozart e gli adulti", "Mozart e l'amore".

Lo spettacolo si apre con questa frase: "Stiamo per entrare nel mondo di Mozart, il compositore che ha reso la musica ancora più grande". Per molti giovanissimi spettatori sarà la prima esperienza con il teatro d'opera, e allora il Teatro Massimo in accordo con le scuole, ha chiesto a tutti di creare in classe un ciondolo, simbolica chiave d'accesso al mondo di Mozart e del teatro musicale, un ciondolo che rappresenti fisicamente l'ingresso nel mondo musicale. Materiali e colori sono stati lasciati alla fantasia degli studenti. Vedremo cosa porteranno gli studenti!

Il piccolo Mozart costituisce un ulteriore tassello della ampia e variegata proposta artistica della Stagione 2012 che vanta oltre 130 serate di spettacolo e che dedica ampio spazio agli spettacoli per il pubblico degli studenti nell'ambito di un progetto pluriennale finalizzato all'ampliamento del pubblico del Teatro. "La scuola va al Massimo" annualmente raccoglie in Teatro oltre 40.000 presenze, molte delle quali (oltre 2000) sono diventati giovanissimi abbonati alla Stagione istituzionale del Massimo.

 

Per ogni spettacolo del "Piccolo Mozart" sono riservati dei biglietti per il pubblico degli adulti e per gli studenti non coinvolti attraverso le scuole.

 

Costo dei biglietti: euro 10 (adulti) - euro 4 (studenti )

 

 

Info: www.teatromassimo.it

Mercoledì 22 Febbraio 2012 15:16

Annelie Vandendael-‘sois belle’ (be beautiful) 2011

Scritto da zoemagazine
Valuta questo articolo
(1 Vota)

 

 

Annelie Vandendael, fotografa belga contemporanea presenta per ZOEmagazine il suo ultimo lavoro:

 

‘sois belle’ (be beautiful) 2011.

Unione tra le forme del corpo e la natura per ricreare un'armonia;il corpo diventa un pezzo di natura.Per maggiori info: www.annelievandendael.com

 

 

 

 

 

 

--- 0038

 

--- 0120

 

--- 0311

 

luid

Valuta questo articolo
(0 Voti)

 

LA SUA POLIEDRICA ATTIVITA' DI BARITONO, ATTORE, SCULTORE, PITTORE, ARCHITETTO, SCENOGRAFO HA CONDOTTO OSVALDO PETRICCIUOLO A NUMEROSE AFFERMAZIONI INTERNAZIONALI:

 

DALLA PROMOZIONE DEGLI INCONTRI ARTISTI INTERNAZIONALI CON L'"ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE

DI SCENOGRAFIA CONTEMPORANEA" del 1963 CON 18 NAZIONI CUI PARTECIPERANNO: PABLO PICASSO, GEORGE BRAQUE, ROMAN CLEMENS, ENRICO PRAMPOLINI, ANTON GIULIO BRAGAGLIA, FORTUNATO DE PERO, GIACOMO BALLA E TANTI ALTRI. AGLI INCONTRI ARTISTICI INTERNAZIONALI DEL CINEMA 18° EDIZIONE; "LE CELEBRAZIONI DI ONORANZE AD ENRICO PRAMPOLINI" COL QUALE PETRICCIUOLO AVEVA

TRACCIATO UN PIANO DI DIFFUSIONE INTERNAZIONALE DELL'ARTE ITALIANA, SOTTO L'ALTO PATRONATO

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ON. GIUSEPPE SARAGAT; L'EDIZIONE DELLA "VERSAILLES D'ITALIA"

PER LA RIVALUTAZIONE DELLA REGGIA DI CASERTA; LA PROMOZIONE DELLE MOSTRE ANTOLOGICHE DI

LE CORBOUSIER E DI F. L. WRIGHT; L'*AUTUNNO MUSICALE DELL'OPERA NAPOLETANA DEL '600/'700*; ALLE CELEBRAZIONI DI VIRIGILIO, DANTE, LEOPARDI, BYRON.

UNICHE LE SUE INTERPRETAZIONI LIRICHE COME BARITONO IN RIGOLETTO, LA NINA PAZZA PER AMORE, IL SEGRETO DI SUSANNA, MACHBET, LA TEMPESTA, LA TOSCA, LA BOHEME, IL NABUCCO , NEI MAGGIORI

TEATRI: AD HILVERSUM-OLANDA, DUBLINO-IRLANDA, SOFIA-BULGARIA, LA FENICE-VENEZIA, SAN CARLO-

NAPOLI, TEATRO DI CORTE-CASERTA, IL MASSIMO-PALERMO, PETRUZZELLI-BARI. COME LE INDIMENTICABILI SCENOGRAFIE DELLE OPERE DI VERDI DAL SUCCESSO DEL NABUCCO CON OLTRE 360 ESECUZIONI ALLA CREAZIONE DELLA MESSINSCENA PLASTICO-ARCHITETTONICA DELL'°ORO DEL RENO DI WAGNER° SU INVITO DELL' HOPERNHAUS DI FRANKFURT IN GERMANIA, ALLA SCENOPLASTICO LUMINISTICO PER "IL TELEFONO" DI GIANCARLO MENOTTI NELLA –STAGIONE LIRICA 1970-1971 AL SAN CARLO DI NAPOLI.

FONDA IL *CENTRO ITALIANO DI ARTE, CULTURA, SPETTACOLO-CIDACS-* A CUI ADERISCONO I MAGGIORI ESPONENTI DELL'ARTE: IL PREMIO NOBEL SALVATORE QUASIMODO, EUGENIO MONTALE, MARINO MARINI, IL CRITICO FILIBERTO MENNA, GINO SEVERINI, GOFFREDO PETRASSI, FELICE CASORATI, GINO CERVI .SUA E' LA *CASA D'ARTE MUSEUM * DI RAGGIOLO IN PROVINIA D' AREZZO- NATA DALLA PROMOZIONE DEL SECONDO COMITATO CELEBRAZIONI DELL'ITERSPATIUM APERTUM FIN DALLA COSTITUZIONE VOLUTA DAL MINISTERO DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI NEL 1980 IN OCCASIONE DELLA MOSTRA PETRICCIUOLIANA DELL'ITERSPATIUM APERTUM AL NATIONAL MUSEUM OF FINE ARTS - LA VALLETTA -MALTA.

Valuta questo articolo
(3 Voti)

Trasformazioni: Conversazione con il regista Roberto Faenza Sabato 18 febbraio 2012 alle ore 17.00 presso  Maria Adelaide di Palermo. A moderare l'incontro il semiologo Gianfranco Marrone, lo psicologo Franco De Maria, Titti De Simone Presidente del Sicilia Queer filmfestival e Andrea Inzerillo Programmer del Sicilia Queer filmfestival.

Valuta questo articolo
(2 Voti)

Oggi vi presentiamo una nuova "comunità" on line destinata ad ottenere tantissimo successo !

Pinspire è un social network che permette agli utenti di salvare e condividere le immagini che trovano interessanti, infatti utilizzando il pulsante "pin it", gli utenti possono selezionare le immagini che raccolgono da tutto il web con un solo clic. Gli utenti possono inoltre guardare le collezioni altrui e scegliere di seguire chi le ha create diventando cosí dei follower.

 

Pinspire sta crescendo con una velocità sorprendente, ed anche se il sito é stato lanciato nel mese di novembre del 2011,ci sono oltre 150.000 utenti registrati e più di 200.000 visitatori unici.

 

Se volete saperne di più vi consigliamo di cliccare e registrarvi su: http://www.pinspire.it/?cid=2427

Valuta questo articolo
(7 Voti)

 

 Dare è una questione di cuore, non di ricchezza, e a volte capita di incontrare dei cuori speciali come i “cuori” dell’equipe medica del Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Civico diretto dal prof. F. Di Gesù. Nessuna pubblicità ma ritrovarsi in ospedale è un…muro in faccia. Ammalarsi non è certo un “sensazione piacevole” o una scelta”. Succede e quando succede non sai come va a finire. Beh, la mia avventura ospedaliera era iniziata come un incubo ma, una volta “approdata” al reparto del Civico beh….ripeto….beh…mi sono sentita in buone mani: assistenza medica e paramedica professionale. Umanità.

Ma veniamo ai fatti. Una buona notizia non fa notizia ma dentro…la notizia si può “trovare” qualcosa di buono come la buona sanità siciliana rappresentata dall’equipe di questo reparto che ogni giorno si prende cura di molti ammalati. Fanno un lavoro prezioso, un lavoro che va rispettato, sostenuto, tutelato.

I Cuori in camice bianco, così mi piace chiamarli, sono una squadra eccezionale: operaia, lavoratrice, puntuale che si muove a ritmi incessanti e che purtroppo opera ridotta “all’osso” con troppi malati da seguire senza mai però perdersi in chiacchiere o lamentele! Quanta fatica…silente. Dignitosa. C’è una Italia che lavora. Dov’è allora la cattiva notizia? Beh, è proprio questa splendida equipe di medici infermieri e ausiliari, equipe di essere umani che non è sostenuta da questa “cattiva e ottusa” Mala Sanità che, tra passato e presente, continua a “pensare” che la salute sia “cosa propria” e non “cosa nostra” cioè “cosa che ci appartiene”. Nostra: aggettivo possessivo. Sanità nostra, “dei cittadini”. Siamo in democrazia almeno credo. E allora gli Angeli di questo Ospedale si muovono ogni giorno non come una casta ma come “persone perbene” che fanno un lavoro di enorme valore per la comunità: salute.

Poi ci sono gli ammalati, gli Angeli caduti, con ali spezzate che si devono accontentare di “reparti” carenti dal punto di vista strutturale, alberghiero, carenti per l’inefficienza di chi ha fatto degli ospedali italiani, soprattutto al Sud, una risorsa non collettiva ma una risorsa personale.

Ma oggi non c’è più niente da prendere, Hanno già preso. Mi piace pensare o meglio, sognare…che quei predatori dell’arca perduta possano redimersi e restituire il maltolto di un tempo con una donazione. Perché no? Oggi il Governo Monti ci impone “austerità”, risparmio, sacrificio e, in attesa che questo Governo riesca a recuperare i “ladrocinii” del passato, ci auguriamo tutti che alle nuove generazioni e ai nostri figli si possa garantire il “Diritto alla Salute” e il “Diritto alla Medicina”.

Tra qualche giorno torno a casa, felice di riabbracciare le mie figlie con la speranza nel che cuore “i cuori” di questo Ospedale siano sempre lì, sul fronte, pulsanti e sempre pronti a prendersi cura di tanti malati.

Forza ragazzi, siete forti!

Forti come un’occasione possibile che oggi, più che mai, ci costringe a pensare di essere membri di una comunità. E allora non sprechiamoci. Aiutiamoci. Non siamo soli.

 

Valuta questo articolo
(2 Voti)

 

Fino al 28 febbraio 2012 a Noto P I E N I / V U O T I doppia personale di Scultura di Claudio Deodati e Mimma Ragonese.

 

 

ex Collegio dei Gesuiti

galleria arte contemporanea

corso Vittorio Emanuele, 91

NOTO - Sicilia

 presentazione critica di Alberto Frasca

a cura di Vincenzo Medica per NotArte artisti associati del Val di Noto

 

INGRESSO LIBERO

www.comune.noto.sr.it

www.notarte.it

 

CLAUDIO DEODATI

nasce nel 1976 a Catania, dove vive e lavora come architetto e designer.

Nel 1998 inizia la sperimentazione con il fil di ferro, un materiale povero usato in edilizia, con il quale trova immediatamente una sincronia espressiva basata su una forte componente definibile materico/concettuale.

Le opere sono concepite come scarabocchi sul grande foglio del tempo e paradossalmente iniziano il loro processo disgregativo (dovuto all'ossidazione) contemporaneamente a quello aggregativo che le vede comporsi nello spazio.

Un gioco evolutivo basato sull'equilibrio tra vuoti e pieni, tra luci ed ombre, tra la dinamicità delle singole parti e la staticità dell'insieme.

 

MIMMA RAGONESE

Le abilità artistiche che oggi arricchiscono Noto del colore ambrato della pietra calcarea lavorata con maestria, non risalgono tutte al 700.

Un esempio è Piazza dell'Immacolata con la sua fontana dove, circondata da sontuose facciate, ha trovato collocazione nel 2005, un opera che testimonia la sensibilità espressiva di un artista che abilmente trasforma la materia dura della pietra

in forme eleganti ed armonie sinuose senza tempo.

L'artista è Mimma Ragonese e l'opera è il puttino al centro della fontana.

Valuta questo articolo
(7 Voti)

Dalla Cina con Furore, fantasia e creatività: Misael irrompe nel calendario della Milano fashion week 2012 proponendo un evento che distrugge la schematicità della classica passerella per descrivere la femminilità attraverso la creatività di due giovani creativi che attraverso le vie dell'arte cercano nuovi canali di comunicazione.

Angelo Cruciani e Manuel Scrima presenteranno ""SHE IS NOT A MAN" un'inaspettata installazione surrealista progettata per trasportare lo spettatore nei meandri più impensati della sensibilità femminile.

Sette sono le donne provenienti dal Mondo dell'immagine che si confronteranno con la contemporaneità di eterni sogni in un percorso reale ma immaginario dove lo spettatore si perde tra poesia,bellezza ed ironia.

Le Muse scelte sono: Xena Zupanic, Aline Domingos, Marina Graziani, Alexsandra Novaes, Misa

Un percorso artistico su 4 spazi, per raccontare cosa c'è dietro l'immagine della seduzione, una donna messa a nudo nella sua parte più intima: l'anima

Nel Concept Area di Via Morgagni 2 a partire dal 24 febbraio fino al 29 c.m sarà possibile al pubblico poter visionare l'installazione dove le donne volano tra desideri e riscoprono la favola.

"SHE IS NOT A MAN"

Artisti: Angelo Cruciani e Manuel Scrima

Vernissage 23 Febbraio 2012 18:00

Dal 24 al 27 Febbraio

dalle 14:00 alle 19:00 su appuntamento

Misael Milano

[Concept Area]

Via Giovanni Battista Morgagni 2 Milano (Porta Venezia)

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 15

Newsletter

 

banner-shoes

Trame Siciliane VI

 

 

 

37e725efe26e0487bc83287a1c350936 L

Entra


painting

 

Backstage Shooting

 

shooting

Entra