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Venerdì 13 Aprile 2012 15:10

Il Teatro Garibaldi di Palermo Occupato

 

Oggi, venerdì 13 aprile 2012, il Teatro Garibaldi di Palermo è stato occupato da lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell'arte, per riportarlo alla sua naturale funzione e restituirlo simbolicamente alla città.

Molti i nomi della cultura nazionale che hanno mandato il loro sostegno tra i quali: Wim Wenders, Dario Fo, Franca Rame, Marco Baliani, Mario Venuti, Daniele Silvestri, Claudio Gioè, Alessandro Haber, Paolo Rossi, Ugo Mattei, Gabriele Vacis, Giovanni Sollima, Fausto Paravidino, Roberto Castello e molti altri...

 

IL TEATRO GARIBALDI – LA STORIA, IN BREVE


Situato nel cuore del quartiere della Kalsa, affacciato su piazza Magione, il Teatro Garibaldi rappresenta uno degli spazi culturali simbolo della città di Palermo. Nel corso di due secoli ha vissuto un'inevitabile alternanza tra momenti d'intensa attività e lunghi periodi di disuso, trovandosi più volte a cambiare la propria destinazione d'uso, trasformandosi ora in cinema di terza visione ora in sede di improbabili incontri rionali di boxe, per poi finire a deposito di ferraglie e rifiuti.

Costruito all'interno dei giardini del quattrocentesco Palazzo Aiutamicristo, il teatro fu inaugurato con un memorabile discorso dal generale Giuseppe Garibaldi in persona il 14 settembre 1862. Inizialmente dedicato a commedie popolari ed opere buffe, conobbe periodi di fortuna e di abbandono fino a quando, nel 1966, la compagnia del maestro Angelo Musco ne fece la propria casa, stipulando un contratto d'affitto di nove anni con la famiglia proprietaria dell'edificio.

Nel 1983 fu finalmente acquistato dal Comune di Palermo e destinato a vari usi sociali. Dal 1996 al 2008 il teatro viene affidato, più o meno continuativamente, alla direzione artistica di Matteo Bavera diventando uno spazio votato alla promozione del teatro di ricerca e ospitando produzioni firmate dai maggiori artisti della scena teatrale contemporanea internazionale (Carlo Cecchi, Peter Brook, Patrice Chéreau, Lev Dodin, Antonio Latella tra gli altri).

Nel novembre 2008 hanno inizio i più recenti lavori di restauro, ultimati nel giugno 2009, basati su un progetto che intendeva ribaltare le regole del teatro all'italiana e, avvicinandosi al modello del Living Theatre, prevedeva una configurazione incentrata sulla frontalità tra attori e spettatori.

Oggi lo stato dei lavori sarebbe teoricamente ultimato e collaudati tutti gli impianti, per rendere fruibile il teatro mancherebbero ancora le poltroncine e i piani mobili, andati più volte in appalto. Il costo totale dei lavori ammonta circa a 4 milioni e mezzo di euro, finanziati dai fondi europei di Agenda 2000. Negli ultimi anni spesso la cronaca cittadina è tornata ad accendere i riflettori sul teatro, anche per dare voce allo scontro, talvolta violento, tra gli artisti e la precedente direzione artistica accusata di insolvenza, su cui pesano ancora numerosi procedimenti in corso.

Il tema dell'affidamento del teatro è ad oggi quanto mai incerto. Insieme ai ripetuti appelli avanzati dall'ex- direttore in nome di un presunto diritto acquisito, negli ultimi anni a più riprese la stampa ha riacceso il caso segnalando nomi meritevoli per anzianità o accogliendo la proposta di una direzione collettiva, inizialmente avanzata da alcuni fra i più autorevoli nomi del teatro di ricerca palermitano, poi decaduta per lo smembramento del gruppo stesso.

Pubblicato in Società

Al via il Cortile dei Gentili

Il 29 marzo alle ore 20,00 al Duomo di Monreale

Sarà presente il cardinale Gianfranco Ravasi che interverrà su "Società, cultura e fede"

A Palermo e in Sicilia, il Cortile dei Gentili pone al centro due valori fondamentali quali la Giustizia, nello snodo tra moralità e legalità, e la Tradizione multireligiosa e multiculturale che ha contraddistinto l'Isola mediterranea rendendola "casa delle culture che hanno animato le rive del "Mare tra le terre": buona pratica di una terra chiamata ancor oggi a sviluppare la sua naturale vocazione al dialogo tra le religioni e tra le civiltà di fronte al vasto movimento del risveglio dei popoli arabi della riva sud ed orientale del "Mare nostrum". Il Cortile può fare di più, mostrando che quei due valori fondamentali sono intimamente intrecciati, dal momento che il dialogo tra le religioni e il dialogo interreligioso e interculturale costituiscono una risorsa cruciale per elaborare e diffondere nelle pieghe della società siciliana la cultura della legalità e per contribuire a rafforzare il tessuto democratico e spirituale. Si tratta di un impegno tanto più urgente e nobile se si pensa che la mafia, anche grazie alla crisi economica mondiale, è divenuta la prima impresa italiana per fatturato, assurgendo nel medesimo tempo a inquietante soggetto globale con potenti ramificazioni in Europa, nelle Americhe e in Africa. E' importante ricordare che Palermo, oggi nel mondo, è contemporaneamente un simbolo doppio: è la capitale della mafia, ma è anche la città-simbolo della lotta alle mafie, giacché è stata firmata proprio qui, nel dicembre del 2000, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transazionale.

Il 30 marzo gli appuntamenti si spostano Palazzo Steri, ecco il programma:

 

Venerdì 30 marzo 2012

SESSIONE MATTUTINA

Palermo - Palazzo Steri

Ore 9,30

IL DIRITTO DEI DEBOLI E IL DIRITTO DEI POTENTI

Diritto divino e giustizia umana

Relatori:

Nando Dalla Chiesa, Remi Brague

Moderatore:

Alessandra Dino

 

Religioni e diritti umani

Relatori:

Francesco D'Agostino, Gian Enrico Rusconi

Moderatore:

Aldo Schiavello

 

SESSIONE POMERIDIANA

Palermo - Palazzo Steri

Ore 14,30

LE CONDIZIONI PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Pluralismo e universalismo

Relatori:

Henri Bresc, Francois Bousquet

Moderatore:

Leonardo Samonà

 

Religioni e spazio pubblico

Relatori:

Ugo Perone, Giuliano Amato

Moderatore:

Franco Viola

 

SERATA

Ore 20,45

Palermo - Sagrato della Cattedrale

S.E.R. CARD. PAOLO ROMEO

Arcivescovo di Palermo

Saluto e Accoglienza

Introduce il prof. Giuseppe Savagnone, Direttore Ufficio Pastorale per la Cultura

Coro Gospel della Chiesa valdese eseguirà due brani:

Soon ah will be done e Go down Moses

Dott. Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia e I Giovani di "Addio Pizzo"

One Crew esegue la canzone Cosa vostra

Alessandro d'Avena, insegnante e scrittore

Othelloman esegue la canzone Me l'aspettavo

P. Sergio Natoli OMI "Migranti e interculturalità"

Danze: Imam

Mario Incudine, cantautore siciliano, esegue le canzoni Strati di paci, Salina e Segun

Fratel Biagio Conte e P. Pino Vitrano "Missione Speranza e Carità"

Gruppo canoro della Chiesa metodista

Con la speciale partecipazione di Amedeo Minghi

Intervento Conclusivo

S.E.R. CARD. GIANFRANCO RAVASI

Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura

Presentano Lidia Tilotta e Massimo Minutella

Regia di Alfio Scuderi

 

CORTILE DEI BAMBINI

Animatrice:

Patrizia Martinez

E alla Libreria delle Paoline

Di fronte alla Cattedrale

Da giovedì 29 marzo fino alla serata conclusiva del 30

Esposizione dei disegni dei bambini sul tema "Disegna la tua isola

SPAZIO COMUNICAZIONE

All'interno della Libreria Paoline, sarà dedicato uno spazio per interviste, testimonianze, confronti via Radio e TV, curato dalle Paoline e da altri giornalisti.

 

 

Pubblicato in Società

ATTORI IN FUGA al Teatro Libero. Da giovedì 29 a sabato 31 marzo, ore 21.15

di Manlio Marinelli

regia Lia Chiappara

con Matteo Contino e Giulia Valenti

scena e costumi Lia Chiappara

disegni Mario Chiappara

musiche originali Ruggero Mascellino

realizzazione scene Gianfranco Mancuso

luci Gianfranco Mancuso

realizzazione costumi Iole Rizzo

Teatro Libero Palermo

La magia del teatro è molteplice e misteriosa: forse l'origine di tale forza è legata alla necessità di ciascuno di noi di avere qualcuno che ci "racconti" una storia, che ci metta in contatto con una realtà "altra", una realtà di finzione ma vera. In questa logica il teatro è necessario, insostituibile da qualsiasi altro mezzo spettacolare. Tuttavia nella società moderna il teatro ha sempre meno spazio, è emarginato in favore di ciò che è utile, proficuo, ciò che è clamoroso, fa audience. Amleto, Oreste, Fedra, Desdemona sono stati scacciati nell'immaginario collettivo e sostituiti da seducenti quarti di bue palestrati e bellocci che dissertano dei massimi sistemi, seminudi, dal piccolo grande schermo della tv: il grande fratello non è più l'utopia negativa del romanzo di George Orwell, ma una realtà positiva e vincente nel grande mercatino globale dello stupidario televisivo.

Il progetto di Attori in fuga nasce dall'intenzione di raccontare ad un pubblico di ogni età il disagio di chi fa teatro, attraverso la storia degli attori: fermarsi a riflettere guardando indietro, alle spalle della memoria teatrale per capire un po' dove stiamo andando o meglio dove stiamo precipitando. Attori in fuga è quindi una sorta di piccola favola, una storia semplice e fresca. Due attori di un mondo futuro (ma quanto futuro?), giungono in un teatro, l'unico luogo sicuro, in grado di ripararli dalla terribile minaccia della tempesta grigia, un flagello che da anni distrugge tutti i teatranti che incontra sul suo cammino. Per trascorrere il loro tempo decidono di fare l'unica cosa che sanno fare: raccontano al pubblico una storia meravigliosa e per loro importantissima: la storia del teatro (!?).

Manlio Marinelli

Pubblicato in Teatro

Una serata imperdibile per rivivere l'esplosivo periodo degli anni settanta attraverso quattro performance di Complesso Maschio che spaziano dalla dance tout court, al cinema, al teatro, passando per il musical. Il tutto immerso nelle sonorità seventies più divertenti ed evocative, remixate da Giacomo Virzì dj. Parola d'ordine: enjoy the dance.

Complesso maschio è una formazione di artisti palermitani. L'essere metà uomini e metà donne nello stesso corpo rappresenta la sintesi perfetta che essi ambiscono a portare sulla scena: il metrosexual che fa spettacolo e che non si pone domande sul sesso forte o debole ma che vuole soltanto marcare l'incredibile potenzialità dell'unione dei due sessi con un atto creativo.

 

COMPLESSO MASCHIO:

UGO GIACOMAZZI

FRANCESCO GUIDA

FILIPPO LUNA

VINCENZO MUSSO

ANTONIO PUCCIA

MASSIMO VINTI

DJ SET/ELABORAZIONI MUSICALI

GIACOMO VIRZI'

COSTUMI

DANIELA CERNIGLIARO

VIDEO e INSTALLAZIONI SCENOGRAFICHE

MEG MARLISA INDEMBURGO

ingresso 5 euro

Pubblicato in Musica
Mercoledì 21 Marzo 2012 14:29

M'Amat non M'Amat di Jessica Lo Jacono

Mi scusi, autista, cosa devo fare per arrivare il piú presto possibile all'ospedale Cervello?.

Si mittissi cca, sutta l'autobusso, signura, ca c'arriva subbitu subbitu, ma con l'ambulanza!!!.

Un'originale, piacevole e... a tratti divertente passeggiata lungo le caratteristiche strade di Palermo. Un giro in autobus. Un cammino tra la gente comune alle prese con i mezzi dell'Amat (Azienza Municipalizzata Auto Trasporti)! Per ridere, ironizzare, riflettere e stupirsi ogni giorno alle domande bizzarre degli utenti, ai litigi, alle gentilezze, alle grida, insomma... "a tu per tu" con la Palermo di ogni giorno, la Palermo che vive, la Palermo "colorata", la Palermo unica e... di pari passo, con l'ineguagliabile Amat (nel bene e nel male!).

L'autrice è Jessica Lo Jacono laureata in Lingue e Letterature straniere con indirizzo storico-culturale alla Facoltà di Scienze della Formazione della sua città.

Dal 1999 editor di professione, da qualche anno collabora in qualità di copywriter e traduttrice con la Cambridge University Press; è stata ideatrice e curatrice della rubrica "Palermo Love & Feeling" del magazine Cassaroute.

Attualmente lavora all'Accademia Nazionale della Politica in qualità di Addetta ai Beni Culturali.

 

M'Amat non M'Amat di Jessica Lo Jacono

edizioni L'Epos

€ 9,30

Pubblicato in Libri
Mercoledì 21 Marzo 2012 14:08

Noemi Robino per Palermo Street Style

Noemi Robino è la blogger siciliana che ha creato Palermo street style contenitore della moda di strada che si basa sull'ispirazione che viene dalla gente comune. 

Studentessa di comunicazione internazionale e appassionata di moda e fotografia Noemi Robino mescola sul suo blog agli scatti  di street style alcune sue foto 'on the street', o quelle dei suoi amici più glamour, coinvolgendoli in questo esperimento di stile e fotografia.

 

Ecco il primo post creato in occasione della collaborazione con zoemagazine

 

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"Flower power - per spezzare la monotonia degli ormai visti e rivisti jeans skinny, i più fashionisti han pensato bene di rispolverare un classico dell'armadio: la zampa

Quest'outfit riporta proprio agli anni '70 se non fosse per quei sandali dal maxi plateaux e quel tocco bon chic dato dal cappello di feltro (must-have della stagione).

Nella moda non si butta mai niente, tutto torna!"

Pubblicato in Palermo Streetstyle
Sabato 17 Marzo 2012 22:27

La gente vuole respirare

“Salvate la statua di Paride” è l’appello della bella e brava conduttrice di Linea Verde in onda su Rai1 che incontra e scopre Palermo in una puntata ricca di contenuti e di storie.

Linea Verde scopre Palermo e la statua di Paride, abbandonata al suo destino senza nome, una statua che incanta una “turista” speciale che visitando l’Orto Botanico, dove vivono alberi antichissimi come l’albero del Sapone e l’albero del Mandarino, ha sentito, da cittadina italiana, la necessità di fare un “appello”. Sono sicura che molti in Italia hanno questa esigenza. Se pensiamo alla Grecia, senza retorica, che ci ha dato i natali e quale disastri sta vivendo, il Partenone dovrebbe farci inchinare, indignare per come è ridotto. Oh cara vecchia nuova Europa cosa ne sarà di noi?Boh!

L’ Orto Botanico di Palermo, antichissimo per tradizione e per il grande patrimonio di specie botaniche, ha regalato e regala “un verde” doc al resto dell’Italia e dell’Europa esportando in passato coltivazioni come quella del mandarino e della arance. Una risorsa scientifica e turistica. E Palermo cosa fa del suo verde, della sua Conca d’Oro cementificata e abbrutita dalla peggiore specie umana? Beh un po’ non sta a guardare, basti pensare alla recente apertura del nuovo Parco dedicato a Ninni Cassarà, un polmone verde esteso, dinamico ma che ha bisogno di tanta manutenzione e abbellimento ulteriore, e che permette a molti bambini e non di fruire di uno spazio all’aperto tra natura e percorsi ginnici. C’è persino un laghetto e un’arena. Parlare di Parchi veri e propri dove ci si sente accolti, sicuri, con panchine, servizi igienici, aree idonee per i bambini e altro beh c’è un Ponte lungo quanto quello immaginario dello Stretto…ma i parchi non sono immaginari. Esistono miei cari ma spesso si fa lo slalom tra escrementi di cani e cartacce, senza nulla togliere ai cari amici dell’uomo che hanno padroni spesso incivili e sporcaccioni. I cittadini vanno anche educati e puniti se si comportano male: le regole esistono e forza, diamo una chance che c’è tanta gente perbene. Normale. I bambini hanno diritto al verde. La gente vuole respirare ancora.

Certo per parlare di verde serio c’è ancora tanta strada da fare visto che si è ancora sordi e ostinati nel voler relegare l’industria e l’economia italiana al ruolo di “costruttori di auto” con tutto il rispetto per la Fiat e per tutti i lavoratori che soffrono in questo paese in questo momento storico disastroso. E i giovani? Vengono rimproverati per essere mammoni o cosa? Ma per favore, smettetela e date vere possibilità: Economia vera, non per pochi usurai o gente perbene e selezionata. Basta, siamo pieni di illusioni, a pancia è vuota. -Un Paese che mortifica la propria natura e non investe nel verde e nell’agricoltura. Durante la conferenza stampa per la presentazione della puntata di Linea Verde a Villa Malfitano, altra perla della città, l’autore del programma Carlo Raspollini, a proposito di scoprire Palermo e con lo stupore e la profondità di chi, come lui, racconta una città a noi telespettatori, ha puntato il dito su un società che non guarda alle sue ricchezze.

Vero. Ci vorrebbe il Ministero della Cultura, “cultura = economia” che produce lavoro, ricchezza, benessere partendo da un bene esistente e già fruibile e che dovrebbe farci indignare ancora di più per come è trattato, abbandonato e considerato quasi come una zavorra della nostra economia mentre potrebbe essere il vero riscatto del futuro italiano. Guardare Palermo, leggerla tra i libri, nelle guide specializzate, o passeggiare per le sue strade ei suoi mercati, alla fine ti presenta il conto: una serie infinita di contraddizioni tra contrasti e speranze. Un contrasto che ci riporta al rapporto tra Città e Campagna. L’agricoltura è in crisi, il fenomeno attuale è la chiusura di molte aziende agricole: intere famiglie che abbandonano la terra. Nuovi poveri, nuovi disoccupati. Tanta terra non coltivata. Un territorio che devi difendersi da frane, alluvioni e altri disastri ambientali che pregiudicano e mettono in ginocchio un bene che ci da mangiare: l’agricoltura nutre gli umani. L’agricoltura, il verde come volano della nostra economia, che oggi arranca tra spread e banche. E l’oro ce lo abbiamo in casa, nei nostri campi, nelle braccia dei nostri antenati e nel futuro dei nostri figli con un presente tutto da rifare. Negli anni ’50 l’esodo dalla campagna alla città appartiene ad un passato che resta nella memoria, ora ci vuole un atto di responsabilità vera,reale e concreta da parte delle istituzioni e del sentire dei cittadini: l’agricoltura, il verde al centro della nostra economia. Una riflessione va al nostro prezioso Made in Italy, copiato, invidiato, esportato in tutto il mondo che, se funzionasse come dovrebbe, basterebbe a sbaragliare il bilancio passivo del Paese. Cose trite e ritrite, direte, ma cos’altro c’è da fare o inventare?La macchina del tempo? Il tempo passa ma le arance di Palermo, la Conca d’Oro devastata dal cemento della mafia, il Mandarino di Ciaculli no perchè resistono grazie e ad “uomini di buona volontà” che tengono stretto come oro questo bene. La crisi dell’agricoltura che già dagli anni ’80 investiva il nostro Sud, nonostante tutto non ha scoraggiato gli ultimi eroici agricoltori che portano avanti un progetto di crescita di grande valore. Dovremmo prendere esempio dalla natura contadina: l’agricoltore non spreca, potrebbe essere decisamente un modello produttivo per una Italia migliore. La storia, il cibo, il turismo, l’enogastronomia non sono piccoli indotti: sono il nostro presente e il futuro per i nostri figli. Vedremo. La gente vuole riscattarsi, ripeto, respirare. E il Verde a Palermo si fa sentire anche con l’apertura di un parco: Il 31 marzo si inaugura il Parco dell’Uditore gemellato con il Saint James’s Park di Londra: un riconoscimento prestigioso per la città di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di altri fantastici eroi, che prova a spazzare via il ricordo orribile di quel boss sanguinario che di questo Parco ne faceva il suo avamposto in città. Nel parco nascerà anche il Museo della Memoria della Legalità. E allora Buon Verde a tutti e respiriamo aria pura. Ne abbiamo tutti bisogno.

Pubblicato in Società

 

Da giovedì 15 a sabato 17 marzo 2012, ore 21.15

LE ROSE DI JÜRGEN

di Giacomo Fanfani

regia CON-FUSIONE

con Martina Guideri e Rafael Porras Montero

costumi Antonio Musa - luci Silvia Avigo

Compagnia Con-Fusione, Firenze

 

Vincitore del Festival You_Theater.org 2009

Vincitore di Emergenze Creative 2009

 

In occasione dello spettacolo "Le rose di Jürgen", in programmazione al Teatro Libero, Arcigay Palermo organizza un incontro con con la compagnia Con-fusione sul tema dell'olocausto e dell'omocausto, la persecuzione ed il massacro delle persone LGBT durante il nazismo. Incontriamoci sabato 17 marzo alle 18.00 al Left, a Palermo in via degli Schioppettieri, 8. Interverranno i professori Carmelo Botta, Michelangelo Ingrassia e Francesca Lo Nigro, autori di "Il male assoluto – La dura memoria della Shoa", che riporta racconti e testimonianze biografiche di deportati nei campi di concentramento.

Andrà in scena giovedì 15 marzo, alle ore 21.15, con repliche sino a sabato 17, lo spettacolo "LE ROSE DI JÜRGEN", di Giacomo Fanfani, produzione Compagnia Con-Fusione di Firenze. In scena Martina Guideri e Rafael Porras Montero. I costumi sono di Antonio Musa, le luci di Silvia Avigo. Lo spettacolo, vincitore del Festival You_Theatre.org nel 2009, è ambientato a Sachsenhausen, un campo di concentramento costruito fra il 1936 e il 1937 a pochi chilometri da Berlino, simbolo dell'intera architettura del Reich, dalla forma di un triangolo equilatero, così da poter essere controllato con un emblematico risparmio di uomini. Jürgen, protagonista della storia, nasce nel grembo di una famiglia borghese nella Berlino d'inizio secolo: sullo sfondo della città più liberale e contraddittoria dell'Europa di quegli anni, l'adolescente conosce la propria omosessualità con il suo primo amore: Ruben, il garzone del fioraio. Con l'avvento del delirio nazista, viene deportato nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove resterà per alcuni mesi prima di essere rilasciato e ricondotto sotto il controllo della famiglia, rappresentata in scena dalla madre Gretel. Il rapporto tra i due si snoda in un chiuso dialogo che non consente vie d'uscita e che ci accompagna nella battaglia dolorosa tra una madre incapace di amare e un figlio condannato all'esclusione. Ne "Le Rose di Jürgen", I personaggi si muovono su due linee recitative diverse: Jürgen tiene un registro di assoluta verità e intimità. È un uomo che ha subito il proprio annientamento e, più del dolore, può solo provare immobilità. Gretel invece si affida ad una costante recitazione che la rende ancora più tragica nei momenti in cui mostra la sua umanità e ancor più spietata quando dimostra la propria crudeltà. Dietro di loro un mucchio di abiti di ogni genere, a memoria dello spogliamento all'arrivo dei campi, domina lo spazio scenico; le rose sono elemento cardine, simbolo di diversità, protette e oltraggiate dai protagonisti in una costante giostra che indica gli infiniti confini dei campi di sterminio, reali e mentali, che appartengono, spesso senza preoccupazione, alla contemporaneità.

Testo toccante, la proposta di Fanfani contribuisce ad una rilettura della storia puntando l'obiettivo sulla condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste, aspetto spesso trascurato e poco indagato dalla storiografia. 

info e prenotazioni: 0916174040.

Botteghino:

Intero €15

Ridotto under25 €10.

Pubblicato in Teatro

 

Figure emblematiche in mostra a San Giorgio dei Genovesi 

Si inaugura presso l'Oratorio dei Genovesi Palermo il 15 marzo alle ore 17.30 e proseguirà fino al 15 aprile 2012 la mostra "Figure Emblematiche" di Pippo Bonanno e Giusto Bonanno.

 

Un'occasione unica questa, dopo l'antologica "Cinquant' anni di pittura" di Pippo Bonanno,nel 2005 e "Cromosomatiche" di Giusto Bonanno nel 2007, in cui padre e figlio si confrontano, insieme per la prima volta, per ritrovare o conoscere le opere di due artisti contemporanei che operano a Palermo .

Promossa dal Centro San Mamiliano e da Studio B marketing e pubblicità, la mostra, curata da Giusto Bonanno, in collaborazione con C&C consulenza eventi che ne ha realizzato l'allestimento, vede il sostegno di Amici dei musei siciliani, Zoe magazine, Brugnano, e il patrocinio del Giornale di Sicilia e dell'ente Mostra di Pittura di Marsala.

L'ingresso alla mostra è gratuito, tutti i giorni dalle 11,00 alle 18,00, festivi inclusi.

 

PIPPO BONANNO

 

NOTE BIOGRAFICHE

 Le radici della formazione culturale e artistica di Pippo Bonanno - nato a Palermo nel 1925 - vanno

cercate nel cuore stesso della sua città, che vive il disagio di una stagnazione che pesantemente

caratterizza la cultura palermitana tra le due guerre.

A Palermo nel 1958 presenta la prima personale alla galleria Flaccovio.

Nel 1960, alla Galleria Cairola di Milano, si inaugura una sua mostra, presentata da Vittorio Fagone.

Negli anni successivi espone in diverse gallerie in Italia - Palermo, Napoli, Roma, Bologna, Bari,

Torino - e all'estero - Francoforte, Monaco, Tunisi, Caracas, Madrid.

Nel 2005, nella storica e suggestiva cornice dell'Oratorio di Santa Cita, la Provincia Regionale di

Palermo, promuove una antologica per i suoi "Cinquant'anni di pittura".

La sua pittura è caratterizzata da una diffusa circolazione di felicità. Segno felice del miracolo

dell'esistere e componente essenziale del suo linguaggio espressivo.

Ha sperimentato nella sua lunga attività artistica una serie di innovative ricerche pittoriche

contribuendo, anche col suo impegno civile e politico, alla crescita culturale delle nuove

generazioni.

Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private.

Ha collaborato e collabora a quotidiani e periodici con scritti critici e di attualità. Ha recentemente

scoperto il gusto della scrittura e pubblicato libri di narrativa.

 

GIUSTO BONANNO

 

NOTE BIOGRAFICHE

 Giusto Bonanno è nato a Santa Cristina Gela (Palermo). Formatosi alla Facoltà di Architettura di

Venezia, dal 1975 esercita a Palermo la professione di architetto e designer, attività alle quali

affianca quella di pubblicitario. Alcuni dei suoi oggetti di design  sono stati pubblicati su riviste di

settore (Modo, Casaviva, Artigianato, AD, Casa Idea, etc). Ha sempre guardato con passione alla

pittura e, segretamente, ma con continuità, ha coltivato l'esercizio della pittura, gratificante e

nello stesso tempo liberatorio. Nell'ottobre 2007, confortato dagli apprezzamenti dell'amico Ugo La

Pietra e dalle autorevoli critiche di Luciano Caramel e Sergio Troisi, espone per la prima volta le

sue opere presso l'Oratorio di Santa Cita a Palermo. La stessa mostra, dal titolo "Cromosomatiche",

viene ospitata dalla Fondazione Umberto Mastroianni di Arpino e, nel dicembre 2009, promossa

dall'Ente Mostra di Pittura Contemporanea "Città di Marsala", a cura di Sergio Troisi e con testi di

Maurizio Calvesi, negli spazi del Convento del Carmine.

Sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private

 

 

Pubblicato in Arte
Martedì 06 Marzo 2012 18:21

Loredana Lombardo

Il bianco simbolo di purezza e delicata semplicita è il leit-motiv dei nuovi look di Loredana Lombardo per la sposa 2012.

Una silhouette messa in risalto in modo sobrio e raffinato che conferisce eleganza e naturalezza.

Nella scelta delle proposte ritroviamo una profusione di pizzo e di ricami realizzati a mano con un metodo di lavorazione che ha attraversato i secoli mantenendosi intatto e che costituisce uno dei fiori all'occhiello del Made in Italy.

Ma il talento e la particolariità di Loredana Lombardo si esprimono da quest'anno anche negli accessori per il giorno più bello attraverso la creazione di una linea di scarpe su misura da realizzare dietro ordinazione con gli straordinari tessuti di Valentino e di Ungaro.

 

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Scarpa in raso smerlato con fiocchetto in punta aperta 

 

 

 

 

 

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Bustier in pizzo rebrodè e gonna in organza con lavorazione a spirale

 

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Scarpa in raso spuntata davanti con torchon dello stesso tessuto

 

 

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Abito linea morbida rivestito di tulle pois in seta 

 

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Decolleté in raso e tessuto pois

 

 

Pubblicato in Abiti da sposa
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